Cicerone politico

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La vita, il pensiero e gli aspetti principali delle sue orazioni di Cicerone, un perfetto interprete del suo periodo, il 1° secolo a.C. (5 pagine formato doc)

Cicerone Cicerone Vita Cicerone è un grande perché è un punto nodale della storia, ha influenzato tutto il nostro pensiero.
È uno scrittore attuale. È stato un perfetto interprete del suo periodo, il 1° secolo a.C., aveva capito il suo tempo e cercava di porvi rimedio, in modo differente da Sallustio, che si era chiuso. Cicerone era un politico, ha agito direttamente, aveva capito che bisogna rinnovare la cultura: ha prodotto, infatti, un nuovo modello culturale, un nuovo modello di società, un nuovo modello di uomo (humanitas). Era un idealista, il suo pensiero era utopico, non è infatti riuscito a cambiare la realtà! Punti del pensiero: Cicerone parte dalla constatazione della crisi della società romana, una crisi politica e dei valori. Le istituzioni erano degenerate, non riuscivano più a far politica, non erano più autorevoli, ma erano invece vittime dei giochi di parte.
La politica non perseguiva più il bene del cittadino, ma era pregnata di arrivismo, di lotte di fazione. I politici erano dei mediocri, vale a dire, o erano scarsamente intelligenti o erano persone senza scrupoli. Mancava il SENSO CIVICO nel politico, il quale ormai obbediva solo all'ambizione. Mancava la moralità della politica. Era stato perso il SENSO dello STATO. La politica era passata dall'universalità al personalismo. Ma perché questa crisi politica? La crisi politica era specchio della crisi della società. Non bastava quindi cambiare la politica, ma bisognava cambiare la società e l'uomo. Cicerone vide che i valori non esistevano più. Ormai il Romano aveva perso il senso della propria identità, perché non aveva più punti di riferimento, era privo di punti di riferimento, senza idee di sé stesso e della propria vita. Osservò la lontananza fra i GIOVANI e la POLITICA, le nuove generazioni erano aliene all'idea di Stato, erano proiettate nel godimento immediato dei sensi. I giovani avevano perso un'idea costruttiva di sé e del futuro, erano apatici, indifferenti… Catullo e il circolo dei poeti nuovi e Lucrezio erano secondo Cicerone il simbolo della degenerazione del giovane romano. BISOGNAVA RICOSTRUIRE I VALORI. La tradizione romana non era negativa, il mos maiorum era valido e per questo Cicerone cercò di salvare ciò che c'era di buono. IL MOS MAOIRUM era valido poiché aveva dei valori validi, come la FIDES (la fedeltà nei rapporti umani), l'impegno dell'uomo in politica. Pr cui poteva essere utile, proprio in politica per eliminare i personalismi e farla ritornare ad attività di tutti. Proprio per questo bisognava cercare di far apprezzare il mos maiorum ai giovani, ma doveva essere applicato ai tempi, doveva essere addolcito e andava fatto amalgamare con la società del tempo. Occorreva, come sosteneva Cicerone, ELASTICITÀ: difendere alcuni valori fondamentali ma cercare di termperarli con nuovi stili di vita. Era necessario evitare rigorismi ed estremismi. Il principale strumento era l'EDUCAZIONE, per questo Cicerone ricorse ad una riforma della cultura. Tal