Cicerone e Quintiliano: opere

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Le opere di Cicerone e di Quintiliano (2 pagine formato doc)

CICERONE E QUINTILIANO

Institutio Oratoria.

Il perfetto oratore doveva essere specialista nella disciplina, uomo di vasta cultura, moralmente corretto, utile alla comunità. Orator est vir bonus dicendi peritus
Deve porsi al servizio dei cittadini, vere civilis vir
Cicerone consacrato da quintiliano come modello di stile. Q sostiene che a quei tempi lo stile stesse degenerando, e che occorressero equilibrio e ordine, qualità che si riflettono nella vita. Proprio ciò che voleva Vespasiano.
La celebrazione di Cicerone riporta alla realtà di quintiliano.
I libro: formazione del bambino: prima a casa poi a scuola, presso il magister e poi il grammaticus
II libro formazione del ragazzo presso il rhetor scuola romana: 1)ludus litterarius 7-12 magister 2) ludus grammatici 12-16 grammaticus 3) ludus rhetoris 16 in poi rhetor
III-IX questioni tecniche quali sono i principi della retorica inventio(reperimento degli argomenti) dispositio (strutturazione del discorso) elocutio (stile, figure retoriche)
X libro a sé stante - storia della letteratura greca e romana in ottica scolastica, con gli argomenti proposti in base alla loro moralità : stroncature critiche ovidio lascivus
XI altri momenti della retorica memoria imparare il discorso actio modo con cui l’oratore si pone al pubblico
XII rapporto tra l’oratore e il princeps: deve aiutare il p e consigliarlo (si nota l’influenza della buona condotta di Vespasiano)
Vesp Q mira alla formazione di un funzionario di corte preparato alla collaborazione con il princeps ? formare una classe di funzionari di origine provinciale che collaborasse con lo stato. Quintiliano non si pone il problema della legittimità del princeps, . Vespasiano in persona volle che la politica scolastica fosse gestita da Quintiliano.

Cicerone: vita e opere

QUINTILIANO OPERE

Possiamo definire Quintiliano come un intellettuale organico (Gramsci) che opera internamente al potere
INTUIZIONI PEDAGOGICHE primo ped moderno 1) formazione del ragazzo non coercitiva (no punzioni corporali) affetto, benevolenza, ammirazione 2) importanza del gioco
Institutio oratoria Q focalizza l’attenzione sul discepolo formato all’interno di un progetto scolastico che diventa progetto politico
1)    Q sostiene che i momenti di studio debbano essere alternati con momenti di ricreazione
2)    Q è convinto che tutti gli allievi siano capaci di apprendere, soltanto alcuni rari sono indociles.
I DOVERI DEL DISCEPOLO testo
Amare i maestri non meno dello studio, considerarsi figli spirituali del maestro gli allievi desidereranno assomigliare ai maestri che dunque dovranno essere esempi morali
Essere lieti e applicarsi continuamente, mostrarsi bendisposti ad imparare
L’eloquenza si sviluppa grazie ad un buon rapporto tra maestro ed allievo il rapporto di ammirazione e rispetto influenza la resa dell’alunno
IL MAESTRO testo
Maestro: solite qualità del vir bonus dicendi peritus
Scuola pubblica (assieme ad altri allievi, maestro) scuola privata (da soli, a casa, insegnante privato)
La scuola pubblica è meglio perché lo studente socializza, sviluppa capacità, sviluppa lo spirito di emulazione ? competizione positiva ? stimolo alla virtù.
La famiglia può influenzare negativamente il ragazzo, mentre a scuola l’allievo si apre al confronto con gli altri
L’insegnante capace è colui che diffonde il sapere a più persone
L’insegnante incapace è colui che preferisce non esporsi