Confronto tra Catullo e Saffo

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Breve commento sulle convergenze e le divergenze nelle poesie dei due poeti, Catullo e Saffo (1 pagine formato doc)

CATULLO E SAFFO

Catullo e Saffo a confronto.

Il contesto storico dei due personaggi può apparire alquanto diverso, sebbene anche in questo vi siano elementi di concordanza.
Il mondo di Catullo è tipicamente romano. Il poeta, nato a Verona, si trasferisce giovane a Roma dove si inserisce senza problemi nella vita mondana della capitale, conoscendo numerosi poeti. Probabilmente proprio in qualche circolo di letterati conosce la donna del quale si innamora perdutamente e che egli chiama Lesbia.
Questa donna è stata identificata con Clodia, sorella del tribuno della plebe Clodio.

Storia di Catullo e Lesbia: riassunto

PASSIONE D'AMORE CATULLO

La storia d’amore di Catullo è però tormentata dai continui litigi per i troppi tradimenti di Lesbia, già sposata peraltro, che senza riserve si concede volentieri alle braccia di più uomini. La gelosia è  un sentimento non estraneo a Catullo, e che spesso lo guida a scrivere odi ingiuriose o sofferenti nei confronti dell’amata. Catullo si paragona a Saffo, in quanto sente di essere vittima di questo amore, che così come gli porta gioia, riesce a farlo deprimere in maniera così profonda. Spera in un patto (foedus) che fa con l’amata, un patto fondato su un impegno fondamentale e duraturo di affetto e fedeltà reciproci, che viene però infranto, come i sogni e le illusioni del poeta.
L’ambiente di Saffo è molto diverso: essa è educatrice del tiaso di Lesbo, al quale giungono ragazze aristocratiche non solo dall’isola, ma anche dalla Ionia., per soggiornarvi brevemente ed essere educate alla vita di coppia prima del loro matrimonio. Purtroppo Saffo  non riesce a mantenere un rapporto di solo affetto con le sue protette. Infatti s’innamora perdutamente di molte di esse, finendo per rimanere sempre delusa, o perché non ricambiata, o a causa dell’abbandono di queste del  Tiaso per raggiungere i rispettivi mariti.

SAFFO PASSIONE D'AMORE

Da qui le sue odi all’amore così dolce e così amaro, le odi piene di invidie e di gelosie, quelle dedicate ad Afrodite… In tutte le sue opere risalta una grande tristezza, e rassegnazione verso amori che non saranno mai possibili, ancor più se omosessuali. Saffo lo sa, ma lei stessa afferma di non poter fare a meno di amare, e quindi di soffrire. Qui vi è una differenza sostanziale con Catullo; il poeta infatti spera sempre di poter raggiungere la felicità di un amore ricambiato appieno, e insegue sempre il suo obiettivo. In ogni caso non può affermare di non aver goduto almeno per un istante dell’amore di Lesbo. Saffo invece rincorre perennemente un amore già perso, ed è consapevole di farlo; è forse proprio la rassegnazione che la condurrà al suicidio.