"De bello gallico" (Libro 6)

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Testo originale e traduzione del sesto libro del "De bello gallico" e sintesi generale del libro. (21 pg - formato word) (0 pagine formato doc)

“DE BELLO GALLICO” “DE BELLO GALLICO” -libro sesto- di Caio Giulio Cesare testo originale e traduzione Sintesi generale del libro: Preparandosi alla guerra, che voleva affrontare in estate, Cesare procedette al reclutamento d'altre legioni ed effettuò alcune spedizioni punitive nei paesi dei Nervi e dei Senoni.
Quest'ultimi, però, riuscirono ad ottenere la tregua grazie all'intercessione degli Edui. Pacificata questa zona della Gallia, si recò nel territorio dei Menapi ed impose loro di non ospitare Ambiorige, se non volevano diventare nemici del popolo romano. Labieno, nel frattempo, aveva posto l'accampamento molto vicino a quello dei Treveri.
Approfittando di un errore di valutazione nemico, che credeva l'esercito romano in fuga, Labieno ed i suoi uomini ottennero una facile vittoria togliendo il potere alla famiglia d'Indutiomario e consegnando la guida dal regno a Cingetorige. Galli e Svevi sono popolazioni, che sebbene furono confinanti, avevano abitudini di vita molto differenti. La Gallia era divisa in due partiti: uno guidato dagli Edui e, l'altro, dai Remi. Persone di notevolissima importanza furono, per queste popolazioni, i druidi, che avevano poteri sia religiosi sia giudiziari, mentre, in caso di guerra, era mobilitata un'altra classe sociale, quella dei cavalieri. Differenti erano le abitudini dei Germani che non avevano druidi né si occupavano di sacrifici e d'agricoltura. Grande importanza era, invece, attribuita alla caccia ed all'attività fisica. Vi fu un tempo, precedente alla guerra gallica, nel quale i Galli erano superiori ai Germani, ma, successivamente, s'indebolirono venendo a conoscenza degli agi e delle comodità. Cesare divise in varie parti l'esercito ed affidò a Lucio Minucio Basilo la cavalleria. Basilo attaccò l'accampamento dei Treveri, ma non riuscì a catturare Ambiorige che scappò attraverso un folto bosco. Terminata questa spedizione l'esercito fu nuovamente diviso e, proprio mentre Cesare era lontano e parte degli uomini erano stati mandati a raccogliere il grano, l'accampamento, comandato da Cicerone, fu assalito dai Germani e si salvò solamente grazie al soccorso portato rapidamente da alcune coorti. Una volta tornato, il comandante romano si diede all'inseguimento d'Ambiorige distruggendo i territori per i quali passava. Non riuscendo a catturare il capo degli Eburoni si diresse a Durocortoro dove condannò Accone al supplizio poiché promotore della congiura dei Senoni e dei Carnuti, poi, partì alla volta dell'Italia. Capitolo 1: ---------------------------------------------------------------------------------------- Multis de causis Caesar maiorem Galliae motum exspectans per Marcum Silanum, Gaium Antistium Reginum, Titum Sextium legatos dilectum habere instituit; simul ab Gnaeo Pompeio proconsule petit, quoniam ipse ad urbem cum imperio rei publicae causa remaneret, quos ex Cisalpina Gallia consulis sacramento rogavisset, ad signa convenire et ad se proficisci iuberet, magni intere