Didone nell'Eneide: riassunto

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Riassunto sulla figura di Didone nell'Eneide di Virgilio (2 pagine formato doc)

DIDONE NELL'ENEIDE: RIASSUNTO

Nel libro quarto dell’Eneide, uno dei più belli e unitari del poema, Virgilio ci avvince con il dramma dell’eroina Didone a cui lascia ampio spazio narrativo.

Analizzando attentamente la Didone virgiliana è facile comprendere che il modello seguito dal poeta è Apollonio Rodio che nel III libro delle Argonautiche, descrive con profonda analisi psicologica nella giovane Medea la lotta interiore tra il sentimento che la travolge e il Pudore e i suoi doveri filiali, nonché il graduale cedimento alla passione infine trionfante. Ma il personaggio della regina cartaginese acquista autonomia rispetto ai modelli: Didone è una donna matura, che ha superato molteplici traversie nella sua vita conquistandosi una posizione di prestigio e di potere che deve continuare a difendere.
La Medea di Apollonio Rodio e l’Arianna di Catullo sono invece fanciulle che dal loro primo innamoramento acquisiscono forza e volontà di sottrarsi, con la disobbedienza e la fuga, al giogo paterno. Inoltre l’amore coglie ineluttabilmente Didone, per volontà divina (l’accordo di compromesso fra Venere e Giunone) e, nonostante qualche sua resistenza, la soggioga con una forza distruttiva. Tra le vittime d’amore della letteratura latina, Didone è tra le più umane e umanamente ricche, poiché è del tutto originale la perfetta coerenza con cui essa vive, dall’inizio alla fine della sua tragica vicenda, la propria duplice natura di donna appassionata e di regina. Si tratta dunque di una figura complessa, che ebbe nel tempo una fortuna enorme, più di trenta sono infatti le opere liriche ispirate a questo soggetto.

DIDONE ED ENEA

Virgilio dedica il IV canto dell’Eneide all’infelice amore tra la regina cartaginese Didone e l’eroe troiano Enea. Sin dai primi versi si intuisce il carattere appassionato della donna, divisa tra la promessa d’amore al defunto marito e il nuovo sentimento che la divora. Nella sua mente Didone vorrebbe restare fedele a Sicheo e vive ogni nuovo progetto amoroso come una colpa; si sente vincolata dalle leggi del Pudore, che le impediscono un nuovo amore. Rivelando e realizzando la sua passione si sentirebbe in contrasto con il tradizionale ruolo femminile secondo cui la donna accetta come marito un uomo prescelto dai genitori e a lui resta fedele.

Descrizione di Didone dell'Eneide

DIDONE E ANNA

La passione di Didone è vista come delirio, ferita, fuoco distruttivo. Didone vive infatti come colpevole la sua passione che comporta lo scioglimento dei vincoli di fedeltà, che lei stessa si era imposti, alla memoria del marito e nello stesso tempo un abbandono ai propri desideri che contrasta con lo schema etico del Pudore. La sorella Anna la rassicura ricorrendo ad argomenti che richiamano la corrente filosofica epicurea: le ricorda il piacere dell'amore e dei figli, sostiene che i morti non hanno più né sensibilità né ricordi.