Il discorso di Ceriale

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analisi del discorso di Ceriale nelle Historiae di Tacito (1 pagine formato doc)

Il discorso di Ceriale.

Tacito, Historiae, IV, 1-4
Il generale Petilio Ceriale viene inviato da Roma per sedare la rivolta antiromana nella Germania Inferiore; egli intratterrà un discorso per ribadire la giustificazione pacificatrice e civilizzatrice dell’impero Romano. Pax e ius sono le conquiste che solo l’impero Romano può garantire al mondo civile, preservandolo dalla barbarie della guerra e del caos.

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Il discorso di Petilio Ceriale è organizzato retoricamente (vedi discorso di Mitridate, di Critognato, di Giugurta e di Calgaco); gli argomenti addotti sembrano inverosimili, se comparati alle diverse epoche cui coincidono. L’ipotesi semplificante è quella che Tacito abbia potuto attingere dagli altri scrittori Latini come Sallustio e Cesare.
Sallustio e Tacito sono convinti che la causa del malessere sia da attribuire al malgoverno istituzionale e dei funzionari che sfruttano le provincie, essi non ripudiano l’imperialismo in sé.

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Entrambi restano lealisti e moralisti nei confronti dell’impero, il loro punto di vista riguardo alla questione non è di carattere storiografico, ma ha valenza etica.
Attraverso Tacito l’impero romano si pone la questione del barbaro, ponendosi per la prima volta dal punto di vista dell’alter. Questo non implica una messa in discussione del proprio punto vista (lealismo), ma contemporaneamente lascia spazio alla riflessione sul problema della libertà dei popoli sottomessi. Se il capo dei barbari ha il diritto di essere riconosciuto del suo eroismo, allora il concittadino romano ha il dovere di porsi la questione riguardo le conseguenze imperialistiche.