Eneide, Libro VI (vv. 270-275)

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Traduzione dei vv. 270–275 tratti dal libro VI dell'Eneide di Virgilio. (1 pg - formato word) (0 pagine formato doc)

Correzione del compito di Latino per l'orale del 20 Correzione del compito di Latino per l'orale del 20.12.2000 Traduzione dei vv.
270 - 275 Eneide libro VI Come fosse un viaggio per i boschi con una luna incerta che filtri appena i suoi raggi avari tra il fogliame, quando Giove ha sommerso il cielo d'ombra opaca e la notte ha privato di colore le cose. Nel vestibolo, proprio all'entrata dell'Orco, hanno i loro giacigli il Lutto e i Rimorsi vendicatori, e vi abitano le pallide Malattie, la Vecchiaia tristissima… Contesto: Poco prima di questi versi, Enea aveva strappato il ramo d'oro per portarlo alla Sibilla e in seguito si appresta ad eseguire gli ordini della sacerdotessa. Quest'ultima si reca a un'enorme caverna, difesa dal buio dei boschi e da un lago nero, e, compiuto uno strano rituale consistente nel versare sul capo di quattro tori dal dorso nero del vino, tagliargli un ciuffo di peli tra le corna e gettare infine questi ultimi nel fuoco sacro, chiama Ecate.
Alcuni guerrieri uccidono i tori, ed Enea compie un sacrificio in favore della Notte uccidendo un'agnella nera. Arrivato il giorno, la profetessa ordina ad Enea di seguirla e scompare dentro la caverna. Enea la segue ed è a questo punto che inizia il pezzo sopra tradotto. Dopo, continua la visione di fantasmi quali la Paura, la Fame, la Povertà, la Morte, la Sofferenza, i Piaceri, il Sonno, la Guerra, le Furie, la Discordia… Figure retoriche: Come introduzione a questa terzina abbiamo una similitudine (“Come fosse un viaggio…”). Invece di un banale “è buio”, Virgilio preferisce un eufemismo quale “la notte ha privato di colore le cose”. Troviamo poi la personificazione di figure come il Lutto, i Rimorsi, le Malattie, la Vecchiaia. Sara Terreni, 3°E