L'Epica dell'età flavia

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L'epica dell'età flavia e gli autori più importanti di epica: Stazio, Valerio Flacco, Silio Italico (1 pagine formato doc)

L'EPICA DELL'ETA' FLAVIA

L’epica in età flavia.

La politica culturale tende a sostenere i generi letterari funzionali al potere, cioè di genere tecnico, come l’oratoria che rimane però vuota di veri significati. Solo con Domiziano ritorna una politica culturale simile a quella di Nerone.
POESIA: l’epica diviene esaltazione del potere: ritorno del modello virgiliano che viene reinterpretato secondo il presente.
3 gli autori importanti di epica: Stazio, Valerio Flacco, Silio Italico (non proprio contemporanei ma trattati assieme).

ETA' FLAVIA LETTERATURA LATINA

Stazio: Napoli 40\50-96 d.C. Letterato di professione.

A Roma ebbe successi nelle recitazioni pubbliche e nelle gare poetiche. Molto considerato nel medioevo come annunciatore del cristianesimo (compare nel Purgatorio di Dante come convertito).
TEBAIDE: Tratta il mito di Edipo. Sceglie un tema che lo porta vicino a Lucano: tratta le guerre tra fratelli e si porta quindi dietro le vicende attuali cioè le guerre civili (Pompeo e Crasso erano parenti).
12 libri divisi in 2 esadi. La prima parte “odissiaca”, cioè narra il viaggio e introduce i fatti. La seconda parte è “iliadica”, cioè è la storia delle guerre. Segue la stessa composizione dell’Eneide. C’è dietro il modello di Omero, presente quindi la tecnica antifrastica, l’imitazione dei modelli ellenistici.
La storia è dominata da una necessità universale, tutto rientra in un disegno; il fato però porta a conseguenze immutabili (si ricollega alla visione negativa di Lucano). Gli dei divengono dei princìpi astratti e filosofici.
I personaggi sono molto schematizzati e hanno poche sfumature psicologiche.
Molte digressioni (inserisce la letteratura precedente): potrebbe essere un’opera dispersiva ma riesce a renderla unitaria.
Opposizione al furor del tiranno. Manca un eroe principale.
SILVAE: poesie brevi e leggere di carattere occasionale; si riconducono alla lirica greca e alle odi. I committenti si rispecchiano in esse e sono quindi un modo per conoscere la vita di corte.
Dice nel proemio di averle scritte in fretta, quasi improvvisate, ma sono estremamente curate, hanno carattere di poesia colta, tradizionale.
Alcune sono di carattere encomiastico (per esempio la lode di Domiziano).
Scritte per necessità di tipo pratico, anche per occasioni banali.
ACHILLEIDE: poema appena iniziato; tratta solo le vicende del giovane Achille, per questo il tono è più delicato e disteso.

Poesia epica: significato e caratteristiche

ETA' FLAVIA: AUTORI

Silio Italico 20 d.C. circa - ?. Avvocato, politicamente legato a Nerone. Abbiamo notizie di lui da una lettera di Plinio il giovane (faceva anche il delatore: faceva accuse vere e false per il favore dell’imperatore).
Nella sua opera si ricollega in modo sfacciato al modello virgiliano. Culto museografico di Virgilio: amava raccogliere i suoi cimeli e ne comprò il sepolcro.
PUNICA: 17 libri (secondo alcuni critici testo incompiuto). La sua opera è una galleria di busti storici e curiosità antiquarie. E’ il più lungo epos storico latino a noi giunto. I libri raccontano la seconda guerra punica dalla spedizione di Annibale in Spagna al trionfo di Scipione dopo Zama. Linea annalistica testimonia la sua volontà di ricollegarsi alla terza decade di Livio. Recupera la cornice architettonica del modello; colloca dopo il proemio il ritratto di Annibale e chiude come Livio con l’immagine del trionfo di Scipione. L’impulso dell’opera venne dall’Eneide. La guerra di Annibale è la continuazione di Virgilio, originata dalla maledizione di Didone contro Enea. Silio restaura la funzione strutturale dell’apparato mitologico. I motivi sono riportati dal V e I libro dell’Eneide in maniera un po’ forzata: fa domare i fatti dagli dei. Lo stravolgimento antifrastico della provvidenza virgiliana è sostituito da un’epopea dal finale rassicurante. L’opera si inserisce nel filone della letteratura patriottica romana. Gli excursus riflettono l’oscillazione dell’epica di questo periodo tra via omerica e il gusto ellenistico per la varietà.