La favola di Arione

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Traduzione dal latino del brano di Gellio "La favola di Arione". (Documento Word, 1 pag.) (0 pagine formato doc)

La favola di Arìone (Gell La favola di Arìone (Gell.) Nautae, cum Arionem accepissent, ubi primum navis in altum erat, praedae pecuniaeque cupidi ceperunt consilium de necando Arione.
Qui vero perniciem intellexit et ­pecunia ceteraque sua, ut haberent, dedit: vitam modo sibi ut parcerent oravit. Nautae imperaverunt ut statim desiliret praeceps in mare. Territus Arion, cum iam spem omnem vitae amisisset, id unum oravit: ut, priusquam mortem oppeteret, sua sibi indumenta induere permitterent et fides capere et casum suum canere. Cum feros et immanes nautas magna cupiditas audiendi cepisset, quod oraverat impetravit. Tum Arion, de more cinctus, amictus, ornatus, stansque in summa puppi, voce sublatissima cecinit.
Deinde cum iecisset sese procul in profundum, nautae nihil amplius curaverunt. At delphinus cum repente inter undas adnavisset, fluitanti se homini subdidit eumque dorso super fluctus edito vectavit atque incolumi corpore et ornatu Taenarum in terram Laconicam devexit. Dei marinai, avendo ricevuto Arìone, non appena la nave fu in alto mare, desiderosi del guadagno e del danaro decisero di uccidere Arìone. Quest'ultimo in verità fiutò il pericolo e abbandonò il denaro e le altre sue cose, affinché le prendessero: li pregò di risparmiargli almeno la vita. I marinai gli ordinarono di gettarsi subito a capofitto in mare. Il terrorizzato Arìone, avendo già abbandonato ogni speranza di vivere, pregò uno di questo: che, prima di morire, gli permettessero di indossare i suoi vestiti e di prendere la lira e di cantare la propria morte. Essendosi un grande desiderio di ascoltare impadronito dei duri e crudeli marinai, ottenne ciò che aveva chiesto. Allora Arìone, cinto, vestito, ornato secondo l'usanza, e stando sull'estrema poppa, cantò con elevato tono di voce. Quindi, essendosi gettato nel profondo del mare, i marinai non si preoccuparono di più. Ma improvvisamente un delfino, mentre nuotava tra le onde, si spostò sotto l'uomo ondeggiante e lo portò sul dorso emergente dall'acqua e lo condusse incolume ed ornato al Tenaro in Laconia.