Lettere a Lucilio (Seneca), libro III

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Traduzione integrale dal latino delle lettere a Lucilio (Libro III) di Seneca. (17 pagine , formato word) (0 pagine formato doc)

LIBRO TERZO LIBRO TERZO     22 1 Tu ormai capisci che devi tirarti fuori da queste occupazioni belle e nocive; ma chiedi come puoi farlo.
Certi suggerimenti li si può dare solo di persona; il medico non può scegliere per lettera l'ora del pranzo o del bagno: deve tastare il polso. Dice un vecchio proverbio che il gladiatore decide le sue mosse nell'arena: gliele suggeriscono il volto dell'avversario, i movimenti delle mani, l'inclinazione stessa del corpo, che egli studia attentamente. 2 Sulle consuetudini e le regole di condotta si possono rivolgere raccomandazioni sul piano generale per mezzo di qualcuno o per iscritto; consigli simili non si dànno solo agli assenti, ma addirittura ai posteri; ma sul tempo o sulle modalità delle azioni nessuno può consigliare da lontano: bisogna decidere sul posto. 3 Non basta essere presenti, bisogna avere gli occhi aperti per scorgere l'occasione propizia e fugace; devi cercare di scovarla, e se la vedi, devi coglierla al volo e mettere ogni slancio, ogni tua forza per liberarti di questi tuoi impegni.
E ora ascolta bene il mio giudizio: io penso che da una vita come questa devi uscire, oppure uscire addirittura dalla vita. Ma penso anche che non devi farlo in maniera brusca: sciogli più che spezzare quei nodi in cui ti sei malamente impigliato, e tuttavia, se non ci sarà altro modo di scioglierli, spezzali. Nessuno è tanto pavido da preferire di stare sempre in bilico, piuttosto che di cadere una volta per tutte. 4 Frattanto, per prima cosa, non crearti altri impedimenti: bastano questi affari in cui ti sei cacciato o, come vorresti far credere, sei finito. Non devi cercartene altri o non avrai più scusanti: sarà chiaro che te li sei voluti. Le scuse che in genere si accampano sono pretestuose: "Non ho potuto fare diversamente. Che sarebbe accaduto se mi fossi rifiutato? Era necessario." Inseguire il successo non è indispensabile per nessuno: ma, se anche non vogliamo opporci, possiamo esercitare una resistenza passiva senza incalzare la fortuna che ci porta avanti. 5 Non avertela a male se i consigli non te li do io solo, ma ricorro anche ad altri, certo più saggi di me, ai quali di solito mi rivolgo, quando devo prendere una decisione. Leggi a questo proposito la lettera che Epicuro scrisse a Idomeneo: lo prega di fuggire il più in fretta possibile, prima che intervenga una forza maggiore e gli tolga la libertà di ritirarsi. 6 Occorre, però agire solo quando si potrà farlo in maniera adeguata, aggiunge, e al momento opportuno; ma quando si presenta l'occasione a lungo attesa, bisogna balzare su prontamente. Egli non ammette che sonnecchi chi pensa alla fuga, e pronostica un esito positivo anche nelle situazioni più difficili: basta non affrettarsi prima del tempo, e non ritirarsi al momento dell'azione. 7 A questo punto, credo, vorrai sentire anche l'opinione degli Stoici. Nessuno può accusarli di temerità: sono più cauti che coraggiosi. Ti aspetti forse che ti dicano: "È vergognoso cedere al peso; lotta