Lucio Anneo Seneca

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Vita e opere con riassunti e commenti (3 pagine formato doc)

Lucio Anneo Seneca Lucio Anneo Seneca È forse il personaggio più enigmatico dell'intera letteratura latina.
Come può aver scritto opere di straordinaria suggestione morale e anche l'Apokolokyntòsis. D'altro canto Seneca rimarrà un punto di riferimento per generazioni di pensatori e di tutte le persone che affronteranno in parte gli stessi suoi problemi. Del resto, tutte le voci in polemica con le brutali condizioni degli schiavi hanno trovato la sintesi nella sua esplicita formulazione che “tutti gli uomini sono uguali” e che è contro natura fare qualsiasi discriminazione di ceto sociale o di razza. Seneca sarebbe stato un ipocrita e un filosofo in malafede, che “predicava bene e razzolava male”.
In un opera di Seneca si dice che “il saggio compie le stesse cattive azioni dei criminali, ma con diversa intenzione e ben diverso animo”. Egli si era accorto che esercitare il potere seguendo le norme morali era impossibile. In ogni caso è doveroso dire che i suoi Dialogi e le Epistulae morales ad Lucilium hanno costituito un notevole arricchimento spirituale per l'intera umanità. Seneca non segue il metodo dei filosofi nella trattazione dei singoli argomenti; cerca di evitare discorsi astratti e usa esempi di vita quotidiana o reali. Il suo linguaggio è secco, asciutto, sintetico, privo di enfasi, troppo “terra terra” e spezzettato. Le frasi sono per lo più brevi, ma piene di significato. La saggezza di Seneca è un bene che può essere goduto da tutti sia per la semplicità e sia per la suggestione dello stile. Denis Diderot verso il termine della sua vita, nel suo Saggio sui regni di Claudio e Nerone e sugli scritti di Seneca scrive: “Ah, se avessi letto prima le opere di Seneca..!” Opere filosofiche  Molte opere filosofiche di Seneca  sono state raccolte, dopo la sua morte, in 12 libri di Dialogi su questioni etiche e filosofiche: scritti morali, confidenze e dichiarazioni dello scrittore al personaggio a cui ogni scritto è dedicato. Le singole opere costituiscono vere e proprie trattazioni autonome di problemi particolari di etica. De providentia ( 62 d.C.?): vi si espone la tesi (opposta a quella epicurea), che tende a giustificare la constatazione di una sorte che sembra spesso premiare i malvagi e punire gli onesti: ma è solo la volontà divina che vuole mettere alla prova (exercitationes) i buoni ed attestarne la virtù. Il sapiens stoico realizza la sua natura razionale nel riconoscere il posto che il logos gli ha assegnato nell'ordine cosmico, accettandolo serenamente. De vita beata (58 d.C.?): esamina il problema della ricchezza e dei piaceri (nei quali non si trova l'essenza della felicità), ma se è vero che il saggio sa vivere secondo natura, saggezza e ricchezza non sono necessariamente antitetiche; l'importante non è non possedere ricchezze, ma non farsi possedere da esse. Seneca dice “Non sono saggio e mai lo sarò”, ma mi accontento di essere un PROFICES (uno che un po