Quintiliano, il maestro come secondo padre

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Institutio oratoria di Quintiliano, traduzione e analisi del testo: il maestro deve essere come secondo padre (2 pagine formato doc)

QUINTILIANO, IL MAESTRO COME SECONDO PADRE

Quintiliano: Il maestro deve essere come un secondo padre.
Prenda (assuma) dunque prima di ogni cosa dinanzi ai suoi discepoli l’aspetto di un genitore e si convinca si succedere al posto di quelli, dai quali i figli gli sono affidati. Egli stesso non abbia né tolleri i vizi. Non sia arcigna la sua severità né dissoluta la sua compagnia affinchè da lì non derivi odio, da qui il disprezzo. Frequentissimo sia il suo discorso sull’onestà e sul bene, infatti quanto più spesso avrà ammonito, tanto più raramente castigherà.
Affatto incline all’ira, né d’altra parte dissimulatore di quelle cose che saranno da punire, semplice nell’insegnare, resistente alle fatiche, assiduo piu ttosto che esagerato.
 

IL BUON MAESTRO PER QUINTILIANO

Risponda con piacere a chi lo interroga, ma stimoli di sua iniziativa quelli che non fanno domande. Nel riconoscimento dei meriti degli allievi non sia né avaro né esagerato poichè una cosa genera insofferenza delle fatiche l’altra genera sicurezza eccessiva. Nel correggere le cose che sono da correggere non sia rude né arcigno, infatti proprio ciò allontana molti dal proposito di studiare, poiché alcuni rimproverano così come se odiassero.Egli stesso qualcosa, anzi, molte cose dica ogni giorno che gli uditori ridicano tra sé e sé. Sebbene infatti abbastanza di esempi da imitare fornisca dalla lezione tuttavia nutre più intensamente e specificatamente, quella viva voce del precettore, che come si dice, i discepoli, se almeno sono stati istruiti rettamente amano e venerano.. A stento infatti può essere detto quanto più piacevolmente imitiamo quelli per i quali proviamo simpatia.
 

Stile di Quintiliano

QUINTILIANO, IL MAESTRO IDEALE ANALISI

Sumat – cong esortativo da sumo…
Existimet- cong esortativo
Discipulos suos // succedere se- allitterazione
A quibus proposiz relativa
Tradantur è congiuntivo per attrazione modale perché dipendente dal cong esortativo
Habeat    ferat   sit oriatur cong esortativi
Da non ad oriatur  i sintagmi sono costruiti con parallelismi ed ellissi dei verbi
De honesto ac bono compl di argomento
Plurimus superlativo di multus
Ei dativo di possesso
Saepius rarius sono forme superlative che insieme a plurimus sono una scelta morfologica che come turpissima in Seneca intendono aggravare il concetto enfatizzandolo.
Tutto il periodo successivo è realizzato con sequenze asindetiche
Emendanda è gerundivo con l’idea della perifrastica passiva contenuta nella relativa quae
In docendo ablativo del gerundio con valore di limitazione
Patiens regge il genitivo laboris ( queste aggettivazioni vi ricordano qualcosa?)
Interroganti bus e non interrogantes creano poliptoto
Respondeat et percontetur sono cong esortativi
In laudandis… è compl di limitazione che Quintiliano usa spessissimo con in e gerundio o gerundivo
Quia introduce una causale con l’indicativo  parit generare
Altera altera è in anafora
Quae corrigenda sunt perifrastica passiva
Quod completiva epesegetica cioè completa e chiarisce il senso anticipato da id
Quae relativa con valore consecutivo che giustifica il congiuntivo referant
Licet più congiuntivo suppeditet- valore concessivoad imitandum finale con ad più acc del gerundio o gerundivo
Dal punto di vista lessicale prevale una intensa e varia aggettivazione, legata talora in parallelismo spesso per asindeto, in cola anche ellittici del verbo per rendere meno ridondante la descrizione del maestro. I termini sono più frequentemente negativi contumeliosus, acerbus iracundus preceduti da negazioni non sia, allo scopo di indicare severamente al maestro come non essere.
Da punto di vista morfosintattico prevalgono evidentemente i congiuntivi esortativi (non c’è bisogno di dire perché) tutte le forme perifrastiche possibili con l’uso del gerundio, gerundivo con valore di limitazione, finale e perifrastico, perché di per sé iil gerundio implica l’idea del dovere.
 

LA SCELTA DEL MAESTRO, QUINTILIANO

IMPORTANZA DI UN SOLIDO LEGAME AFFETTIVO. Dopo aver esposto molte cose sui doveri degli insegnanti per ora solo ciò ammonisco ai discepoli che amino i loro precettori non meno che gli stessi studi e li considerino non solo genitori dei corpi, ma anche delle menti. Questo rispetto molto gioverà allo studio infatti così sia piacevolmente ascolteranno e crederanno alle parole e desidereranno essere simili lieti e veloci accorreranno dunque nelle stesse riunioni di scolari, rimproverati non si adireranno, lodati gioiranno e meriteranno con lo studio di essere carisimi (al precettore). Infatticosì come il dovere di quelli è insegnare, cos’ di questi è mostrarsi docili, nessuna delle due cose senza l’altra è sufficiente.