Le opere di Plauto

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le opere principali di Plauto: riassunto e commento(formato word pg 4) (0 pagine formato doc)

LE OPERE DI Plauto LE OPERE DI Plauto ASINARIA.
(La commedia degli asini) Il giovane Argirippo è innamorato di Filenio, figlia dell'avara Cleareta che pretende in giornata la somma di venti mine, altrimenti darà la figlia al rivale Diabolo. Sarà lo stesso padre a venire in soccorso di Argirippo, incaricando due servi di casa di procurarsi il denaro a danno della sua ricca e avara moglie. Uno dei servi fingerà di essere l'amministratore della padrona e riuscirà a riscuotere le venti mine che un mercante deve a quella per l'acquisto di certi asini. La commedia è giunta assai mutila e con un certo numero di contraddizioni interne: ad es.
il contratto concluso da Argirippo ai versi 299 sgg. Appare poi nelle mani di Diabolo ai versi 752 sgg.: si è voluto appianare le difficoltà sostituendo nelle scene I, 2 e 3 il nome di Diabolus a quello di Argyrippus; altri invece, rilevando anche certe contraddizioni nel carattere di Filenio, preferisce ritenere che nell'originale greco di Demofilo (dall'Onagos "L'asinaio") Plauto abbia introdotto alcune scene da un secondo modello greco, in cui la protagonista era di nascita libera. Dall'Asinaria deriva il Plauto, commedia in tre atti di Nepomucene Lemercier (1771-1840), la cui unica originalità consiste nell'aver introdotto tra i personaggi Plauto stesso. Elementi dell'Asinaria sono anche nella Cassaria dell'Ariosto e nel Martello del Cecchi. MERCATOR. (Il mercante) E' la commedia della rivalità tra Demifone e Carino - padre e figlio - per una bella schiava, Pasicompsa, che Carino ha condotto da Rodi dove si era recato per commercio. Demifone - che ha avuto un sogno premonitore della vicenda - fa comprare al porto la fanciulla dall'amico Lisimaco, che la dovrà custodire in casa sua per un giorno, profittando dell'assenza della moglie Dorippa. Ma questa ritorna, l'equivoco deve essere per forza spiegato e il vecchio Demifone cede il posto al figlio. Deriva dall'Emporos (che in greco significa appunto mercante) di Filemone (nato a Siracusa nel 361, morto nel 263 o 262). RUDENS. (La gomena) Un lenone, dopo aver promesso una bella fanciulla ad un giovane innamorato di lei, da cui ha ricevuto un lauto anticipo, decide di fuggire velocemente durante la notte per sfruttare altrove la ragazza. Ma la tempesta fa naufragare la nave, che ributta sulla riva i partenti. La ragazza si rifugia con la propria ancella nel tempio di Venere, a poca distanza dal quale vive un uomo a cui un tempo è stata rapita la propria figlia. Segue naturalmente il riconoscimento: la ragazza, sottratta all'avido lenone, può finalmente riabbracciare il padre e sposare il suo innamorato. Derivato da una commedia di Difilo il Rudens si svolge in un'atmosfera e in un ambiente diversi da quelli di tutte le altre commedie di Plauto. Basti dire che la scena, anziché la solita piazzetta su cui s'affacciano le case dei principali personaggi, ci presenta una spiaggia battuta dal mare in tempesta, e un ambiente di pescatori che vivono di stenti, com'è detto