Orazio La morte di cleopatra

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Analisi La morte di Cleopatra di orazio (4 pagine formato doc)

Miriam Rinaldi Miriam Rinaldi IV A 2 Febbraio 2005 Commento al carmen 1,37 “La morte di Cleopatra” Comprensione del testo Ora si deve bere, ora la terra va battuta con il piede libero, ora è tempo di ornare il letto degli dei con mense saliarie (degne dei Salii), o compagni.
prima di questo non era lecito versare il Cecubo dalle antiche cantine fin tanto che una regina folle preparava per il campidoglio rovine e lutto con il potere, con il gregge contaminato dalla malattia di uomini vergognosi frenata quanto si vuole tanto da sperare qualsiasi cosa ed ebbra della dolce fortuna Spense la sua euforia una nave a stento salvata dalle fiamme riportò alla sua mente ottenebrata dal Mareotico verso le vere paure Cesare che si affrettava con i remi dall'Italia verso lei che fuggiva come lo sparviero verso le dolci colombe o il veloce cacciatore verso la lepre nei campi dell'Emonie nivali (coperte di neve) per incatenare qual mostro fatale. che chiedendo di morire non come una donnicciola né temette la spada né riparò in nascoste terre con la veloce flotta osando guardare la reggia distrutta lo sguardo impassibile e trattare con animo forte anche i serpenti squamosi per il corpo con l'oscuro veleno più fiera nella scelta consapevole di morire.
sottraendo alle crudeli Libarne chiaramente di essere portata come una donna qualsiasi lei una donna tutt'altro che di basse origini in un trionfo superbo. Analisi Testuale Il Carmen 1,37 intitolato “La morte di Cleopatra inizia con l'anafora “Nunc est bibendum, nunc pede libero...nunc Saliaribus…” ripetuta per tre volte per sottolineare la gioia improvvisa della notizia della morte di Cleopatra. “ Est bibendum è una perifrastica passiva impersonale, mentre ritroviamo con “pulsanda”una perifrastica passiva personale, entrambe segno di gioia e d'esortazione di festa. L'ablativo strumentale “Saliaribus dapibus”fa parte di una struttura che in realtà sarebbe “nunc, sodales, tempus erat ornare pulvinar deorum Saliaribus dapibus. “Pulvinar” è la metonimia che sta per letto tricliniare su cui erano poste le immagini degli Dèi per rendere loro omaggio offerte. Nel verso 4 è usato il verbo all'imperfetto “erat” per sottolineare che l'avvenimento è già avvenuto; in seguito alla fine del verso troviamo “sodales” che è un vocativo, riferito ai compagni esortati a festeggiare. La seconda quartina è introdotta da “Antehac”, termine che è contrapposto all'anafora “nunc”, nefas è un sostantivo indeclinabile seguito da erat, che è sottinteso; “cellis avitis” è un ablativo di allontanamento. Il “dum”, che introduce una subordinata, temporale con l'imperfetto “parabat”, è seguito da “Capitolio regina”, termine molto importante perché rappresenta la contrapposizione dell'iberbato tra Roma, testimoniata dal monte Capitolino, e l'Egitto, regno di Cleopatra (