Orazio, Ode 11 libro 1: traduzione

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analisi, testo e traduzione dell'ode XI del libro I di Orazio, il famoso "Carpe Diem" (1 pagine formato doc)

ORAZIO, ODE 11 LIBRO 1: TRADUZIONE

Orazio – libro I, Ode XI
Tratta il tema dello scorrere inesorabile del tempo e delle difese che gli uomini cercano di mettere in campo per vincere questa inesorabilità, nonostante siano caratterizzati dalla malinconia, che inizia quando la giovinezza comincia a venire meno.
Legato alla giovinezza è anche l’amore, che perciò negli adulti si affievolisce. Il messaggio filosofico è ripreso da Epicuro: bisogna vivere con intensità l’attimo presente, bello o brutto che sia, perché gli uomini, limitati nel tempo e nello spazio, sono costretti a una continua lotta con il tempo indefinito.


ODE 11 LIBRO 1 ORAZIO

L’uomo deve ricercare il piacere epicureo, quello stabile, che non è mai proteso alla ricerca del godimento, ma ripiega sull’assenza di dolore, in un’etica vissuta da Orazio all’insegna della autarkeia e della mediocritas. I piaceri degli uomini invece sono spesso caduchi, perché quando l’uomo ha realizzato il suo desiderio non si accontenta, ma inizia a desiderare dell’altro.
Gli uomini non devono puntare né all’ascesi né a una vita superficiale, ma devono diventare capaci di godere attimo per attimo della vita.


TRADUZIONE ODE 11 LIBRO 1 ORAZIO

Dissuadendo la giovane Leuconoe dall’interrogare gli astrologi Orazio intende dire che è ben più saggio carpire alla fuga del tempo l’attimo che fugge, senza fare progetti per un domani che è sottratto al controllo degli uomini. Il poeta non approda a un grossolano invito a godere, ma a una ricerca del piacere che coesista con la forza ascetica della rinuncia: rinuncia ai progetti per il domani, a vani tentativi di conoscere il futuro, a speranze illusorie. Questo contorno di divieti fa capire che Orazio, diversamente da Catullo, non invita la donna a divertirsi godendo la vita, ma piuttosto la mette in guardia dallo sprecarla indagando il destino degli astrologi.