Persio e Giovenale

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PERSIO E GIOVENALE PERSIO E GIOVENALE anche se vissuti a circa mezzo secolo di distanza mostrano importanti tratti comuni.
Entrambi dichiararono di rifarsi alla poesia satirica di orazio e lucilio,ma nonostante ciò portarono avanti una trasformazione piuttosto marcata. Le innovazioni riguardano sia la forma che assume ora il discorso satirico sia la destinazione sociale delle opere. Le satire di lucilio e orazio, ad esempio, erano riferite alla cerchia di amici, mentre quelle di persio e giovenale sono rivolte ad un pubblico generico di lettori e ascoltatori,di fronte ai quali il poeta si atteggia a censore dei vizi e dei costumi. La forma non è + quella di una conversazione costruttiva che guarda ai dispetti umani che vengono ironizzati e l'autore si avvicina all'ascoltatore con complicità (era il segno di una comunanza di linguaggio abilmente conquistata):l'autore poteva figurare egli stesso,nel testo, come destinatario implicato nel proprio discorso e viceversa l'ascoltatore diventava quasi attivamente compartecipe nell'elaborazione di un modello di vita.
Ma ora che all'ascoltatore è negata ogni vicinanza e ogni possibile identificazione,la parola del poeta si pone + in alto. Compare l'invettiva, dove il poeta,oltre a correggere gli uomini fa una sorta di moralismo arcigno (scompare la confidenza preesistente tra autore e ascoltatore). Persio e giovenale salgono in cattedra e criticano in modo + crudo e duro. Accanto a questo cambiamento del ruolo del poeta si notano anche i vistosi segni di un nuovo gusto letterario;sono le spinte anticlassiche di quel manierismo che nasce come risposta al classicismo dell'età augustea. La trasformazione è dovuta anche alla destinazione delle opere: prima che alla lettura individuale la satira di persio e giovenale è destinata all'esecuzione orale,alla recitazione in pubblico e punta a far colpo sull'uditorio.