I poeti elegiaci: Tibullo e Properzio

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Elegie e caratteristiche dei poeti elegiaci nell'età augustea: Tibullo e Properzio (4 pagine formato pdf)

POETI ELEGIACI: TIBULLO E PROPERZIO

I Poeti Elegiaci.

Tibullo e Properzio. A Roma l’elegia (componimento caratterizzato dall’uso del verso elegiaco) trova i suoi massimi rappresentanti nell’età augustea. Il componimento è di origine greca ma viene rinnovato e assume caratteristiche specifiche. I maggiori esponenti di questo genere sono: Cornelio Gallo, Properzio e Ovidio. Gallo fu considerato l’iniziatore di questo genere poiché conferì a questo genere, con la sua poesia, le caratteristiche principali.

POETI ELEGIACI CHI SONO

I poeti elegiaci cantavano i propri sentimenti e il proprio io e si dissociarono dalla vita politica di Roma.

Riprenderanno la poesia di Catullo ma vi è comunque una differenza sostanziale fra Catullo e gli elegiaci. Mentre Catullo rende universali i sentimenti che canta, gli elegiaci fanno di questi temi una produzione letteraria, non si sentono convinti delle tematiche che trattano.

I poeti elegiaci: riassunto

TIBULLO

Tibullo. Tibullo appartiene al circolo di Messalla Corvino. Morì molto giovane e sotto il nome di Tibullo ci sono arrivati una raccolta di poesia suddivise in tre libri. Il primo libro comprende 10 elegie:

? 5 fanno riferimento alla donna amata, Delia?
? 3 si rifanno ad un giovinetto di nome Màrato?
? 2 non svolgono temi amorosi.
 
I tre carmi di Marato risultano spiccatamente convenzionali poiché si tratta di una elegante variazione su temi letterari.
La caratteristica, invece, dei 5 carmi che fanno riferimento a Delia, è che Tibullo è completamente soggiogato dalla donna che ama (servitium amoris). La donna è presentata come domina, ovvero signora dell’innamorato, che è il suo umile schiavo. Nel carme che apre il libro e la raccolta, Tibullo affronta il tema della scelta di vita, caratterizzata dal rifiuto della politica e la vita militare. Temi simili vi sono nel terzo carme in cui rimpiange l’età dell’oro. Nel settimo, invece, celebra Messalla. Il libro secondo comprende 6 carmi di poesia d’occasione ma il più importante è il 5 carme. Verso la fine di questo carme, egli cita una nuova donna, Nemesi, di cui egli si è innamorato. Cita la nuova donna per fare ingelosire Delia. Il libro terzo, invece, raccoglie venti componimenti dei quali la fonte è dubbia.
 

POESIA ELEGIACA DI TIBULLO

Le caratteristiche della poesia tibulliana. La poesia tibulliana è caratterizzata dalla presenza notevole di temi convenzionali che si rifaranno a testi greci e latini. Fra i temi comuni dell’elegia troviamo la schiavitù d’amore, l’infedeltà della puella, le sofferenze della gelosia.
Anche se Tibullo si rifà a questi temi, nulla esclude che gli eventi cantati dal poeta non siano una rielaborazione di esperienze personali! Bisogna comunque ricordare che l’io lirico non è Tibullo ma un personaggio letterario, inventato. La donna cantata da Tibullo, Delia, seppur infedele, è tratteggiata con affettuosa tenerezza.