Il prologo Terenziano

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Analisi generale sul prologo di Terenzio (1 pagine formato doc)

1. Il prologo Terenziano ha funzione cosiddetta “polemica” o comunque serve all’autore per delle prese di posizione in relazione a tematiche letterarie o per un dialogo con il pubblico. 2. Le differenze sono sostanzialmente due: 1) il prologo plautino può essere recitato tanto dal capocomico quanto da un altro attore o da un giovinetto insignito dell’”ornatus prologi”, mentre il prologo di Terenzio poteva essere inscenato solo dal dominu gregis ossia dal capocomico; 2) il prologo plautino aveva un valore informativo-esplicativo, cioè informava lo spettatore sugli antefatti e gli forniva ulteriori ragguagli per una maggiore e più agevole comprensione della rappresentazione mentre, il prologo di Terenzio ha una funzione polemica.
Tra l’altro nel prologo di Terenzio, il capocomico parla in prima persona, instaura cioè un colloquio diretto con il pubblico, quasi facendo apparire il prologo stesso, un’interpolazione personale e totalmente extratestuale.
Tuttavia, anche nel prologo dell’ Heautontimorumenos, viene precisato che il capocomico altro non è se non il difensore dell’autore, in rapporto a quei “critici malevoli” e detrattori. 3. La voce recitante nel prologo Terenziano è il dominus gergis, ossia il capocomico. 4. Il compito di recitare il prologo e nella commedia Nea a in quella platina, era affidato o ad un attore o ad un giovanetto insignito dell’ornatus prologi. 5. Il prologo menandreo del “La donna di Samo”, è recitato da Maschione:un personaggio della commedia. Mentre, il prologo de “La donna tosata” è recitata dall’ Ignoranza, definita la più ardita personificazione del mondo ellenistico che conosciamo. 6. – Chiarimento della funzione del capocomico come enunciatore del prologo --Prima polemica, rivolta ai critici malevoli e ai detratorri di Terenzio --Difesa, alquanto debole, alle accuse mosse dalle persone sopra citate --Scontro frontale, se così si può dire, con Luscio Lanuvino -- minaccia di ulteriori rappresaglie verbali in caso di perseverata ostentazione e critica al servus currens -- Riferimento all’acquisito carattere venale dell’attività teatrale. 7. La commedia motoria si basa su scene movimentate mentre la statuaria sul dialogo, sulla parola, sulla trattazione dei temi che, richiede quindi, ritmi rappresentativi più lenti. 7. Nell’analisi delle singole interpretazioni, non riesco sinceramente a attribuire, anche in maniera del tutto personale, maggiore veridicità e credibilità ad una piuttosto