Lo stile di Sallustio

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Principali caratteristiche e figure retoriche utilizzate nello stile dell'autore: brevitas, variatio, arcaismi, efficacia (1 pagine formato doc)

UNA PROSA ASIMMETRICA E DISARTICOLATA

Sallustio persegue un disegno stilistico che affonda le radici nel dibattito sulla retorica vivo a Roma nel I secolo a.
C., diviso tra magniloquenza ed essenzialità.
Le scelte sallustiane, che influenzeranno largamente la storiografia successiva, specialmente quella di Tacito, sono gli antipodi della simmetria e della concinnitas ciceroniane. La prosa di Sallustio risente soprattutto del modello dello storico greco Tucidide, la cui impronta, unita a quella di Catone il Censore e della poesia epica arcaica, si manifesta nei tracciati asimmetrici e disarticolati, non segno di trascuratezza ma di scelta consapevole e di rifiuto dei ritmi riempitivi. Nelle amputatae sententiae, attribuitegli da Quintiliano, non sono formulazioni dissociate ma espressioni concentrate, dalle quali non si riscontra nessun elemento superfluo.


LA BREVITAS

Tipico procedimento sallustiano è la concentrazione espressiva,
raggiunta grazie a ellissi (omissione del superfluo), asindeti (coordinazione senza congiunzione) termini astratti, concordanze a senso, alle brachilogie (costruzioni abbreviate), zeugmi (la dipendenza di più termini da un unico verbo). L'incalzare del ritmo e la concentrazione dei concetti sono accentuati dal discorso indiretto e dagli infiniti storici.

LA VARIATIO

Consiste nel rompere la simmetria del periodo per stimolare nel lettore l'attenzione e la collaborazione
. A tale procedimento corrispondono la varietà lessicale (con costrutti non comuni) e delle congiunzioni, la paratassi e la disarticolazione sintattica, ma non le anafore e le antitesi. Con questo stile Sallustio esprime inquietudine e drammaticità dei caratteri e delle situazioni (segnato dall'uso di sed).