Le supplici di Eschilo: traduzione

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Traduzione completa e significato del dramma "Le supplici" di Eschilo (43 pagine formato doc)

LE SUPPLICI DI ESCHILO: TRADUZIONE

Le Supplici (Eschilo).


PERSONAGGI DEL DRAMMA
CORO di Danaidi
DANAO
RE
ARALDO degli Egizi
Soldati argivi; sgherri egizi, ancelle delle Danaidi
Il luogo: un rialzo sacro. Spiccano altari e simulacri di dèi. La vista spazia sul mare e sulla città di Argo
LE SUPPLICI
Penetra nell'orchestra il Coro, le Danaidi scortate dal padre Danao. Frasche d'ulivo e fasce di lana nivea segnalano la loro condizione di supplici.
Chiude il corteo lo stuolo di ancelle.
CORO
Zeus, mia Meta! Curva, trepido, l'occhio su noi pellegrine
imbarcate allo sbocco sabbioso
del Nilo. Addio, paese divino,
terre rasente la Siria! Sbandate
migriamo. No, non espulse da giustizia umana
- ree dichiarate di cruenta colpa -.
No, è il rifiuto dell'uomo. Ci si radica dentro,
nel sangue: e ci fanno disgusto le nozze
coi figli d'Egitto, quel loro
profanante delirio.
Danao, il padre, è la mente di tutto,
dirige la guerra. È sua la mossa finale:
attuò tra le scelte dolenti,
la più fiera, gloriosa:
migrare di volo sull'arco del mare
per ancorarci sulla sponda argiva. Proprio qui
è la nostra radice, ceppo formatosi in lei,
nella vacca. Turbinio dell'aculeo: Zeus la sfiorava,
l'avvolgeva col fiato. Ed è il nostro vanto!
Che paese più umano di questo
potrebbe farci da meta, a noi che impugniamo
i fregi dei supplici: frasche
inghirlandate di lana?

Le supplici di Euripide: trama e significato


SUPPLICI: SIGNIFICATO

Oh, mia gente, mio suolo, mia acqua lucente;
dèi delle altezze e voi, Potenze del baratro
- sepolcri per covo, dal cupo rancore -
e tu terzo, Zeus Custode, domestica scolta
dei probi, date riparo a noi pellegrine,
a questo sangue di donna, tra folate
d'onesto affetto dalla terra argiva. Lo stormo
denso d'uomini bruti, sangue d'Egitto,
prima che calchi la spiaggia melmosa
scortatelo al largo, con la barca
e il suo volo di remi: laggiù li martelli
uragano di gelo, di folgori e schianti
raffiche, scrosci. S'apra davanti
l'abisso atroce, mortale: prima
dell'assalto a letti ritrosi, ribelli
- Moralità in persona fa scudo! -
del possesso su cugine paterne.
str. I
Avrà varcato il mare il mio richiamo
al mio eroe, al torello divino
frutto d'antenata bovina, carezza
di Zeus che l'avvolse col fiato: la prateria fioriva,
si coronava il ciclo fatale. Perfetto
parto. Ed Epafo nacque,
che ha la carezza nel nome.

Riassunto delle tragedie di Eschilo


CHI SONO I SUPPLICI

ant. I
E col gridare di lui, il suo nome,
qui ora, nei recinti erbosi dell'antica madre,
col rievocare quella sua passione
d'un tempo, ecco, io darò prove franche
della mia identità: favole, parranno,
ma spiccheranno chiare alla gente di qui.
Ciascuno saprà la vicenda, mentre si snoda.
str. II
Ci sarà chi scruta gli uccelli canori
in questo paese. Se passa, e intende
il mio pianto, gli parrà d'udire le note
della sposa di Tereo, che il rovello dilania:
l'usignolo ghermito dal falco.
ant. II
Esclusa da campagne, da fiumi
rimodula il pianto su quei luoghi paterni.
e v'annoda la fine del figlio, il massacro
per mano d'uno dei cari - di lei, di sua madre! -
astio snaturato di madre.