Tacito e opere

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Brevi appunti utili sul maggiore storico di Roma: Tacito e le sue opere (6 pagine formato doc)

TACITO TACITO TACITO: è il maggiore storico di Roma.
Di rango senatorio, fu console e proconsole. Di Cornelio Tacito s'ignorano, oltre al prenome, sia la data di nascita che la patria ma da una lettera di Plinio il Giovane, amico dello storico, possiamo dedurre che l'autore degli Annales fosse un provinciale, della Gallia Narbonense o Cisalpina; inoltre Plinio dice di essere quasi coetaneo di Tacito ma anche che quando lui era ancora adolescente l'amico era già brillante e famoso; dunque è lecito credere che se Plinio è del 61-62 d.C. la nascita di Tacito deve collocarsi attorno al 55. Di famiglia facoltosa Tacito concluse i suoi studi a Roma frequentando la scuola di retorica di Quintiliano.
Carriera politica brillante: tribuno militare sotto il comando di Giulio Agricola, del quale aveva sposato la figlia; segretario personale dell'imperatore (quaestor Augusti) sotto Tito; tribuno della plebe e pretore sotto Domiziano, in questo periodo è inviato come propretore in una regione a nord dell'impero dove conosce i Germani cui avrebbe dedicato un saggio etnografico. Tornerà a Roma solo nel 93, dopo la morte di Agricola. Tacito morì nei primi del principato di Adriano (intorno al 120 d.C.). Scrisse una biografia del suocero (Agricola), un saggio etnografico sulle popolazioni germaniche (Germania), una storia dell'impero dal 69 al 96 d.C. (Historiae), una storia dell'impero dalla morte di Augusto a quella di Nerone vale a dire dal 14 al 69 d.C. AGRICOLA: l'attività di scrittore di Tacito inizia solo dopo la fine del principato di Domiziano, a pochi mesi dell'elezione-adozione di Traiano da parte di Nerva, quando pubblica una biografia del suocero, De vita et moribus Iulii Agricolae (98). Sfortunatamente Tacito non era riuscito a tornare a Roma in tempo per commemorare l'uomo cui doveva tutto con un'adeguata orazione funebre, tenta di saldare il debito con uno scritto che va oltre il puro intento encomiastico. L'Agricola, infatti, è un'analisi storica sui meccanismi della politica, sul contrasto tra monarchia e libertà e contiene un excursus etnografico sui Britanni. Tacito esordisce con un'opera di carattere misto (biografica-politica-etnografica) che lo pone nell'ambito della libera indagine storica a tutto campo, capace di riconoscere la grandezza di uomini di valore e di esaltarla a beneficio delle generazioni future. Prima di lui ci avevano già provato Rustico e Senecione, ma Domiziano li aveva fatti eliminare: esaltare Agricola era innanzitutto una manifestazione di fiducia, da parte di Tacito, del clima politico verificatosi con l'avvento di Nerva e Traiano. Agricola aveva compiuto l'ultima parte della sua carriera sotto Domiziano, raccontare ciò significava rispondere a un interrogativo ricorrente in età imperiale: come deve comportarsi un cittadino virtuoso cui tocchi operare sotto un tiranno? L'interrogativo toccava anche lo stesso Tacito perché era uno dei pochi esponenti politici in vista della propria generazione che era riuscito a soprav