Il verso saturnio

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Appunti sul verso saturnio e quello Quadratus. (1 pag - formato word) (0 pagine formato doc)

Il saturnio si inquadra sul discorso che abbiamo fatto Il verso Saturnio e il verso Quadratus Come si poteva ben vedere la prosa era fortemente ritmata, quasi da non distinguersi dalla poesia in versi, e si cercava di dare, per mezzo di cadenze, un particolare ritmo.
Un verso importante da ricordare è il verso Saturnio; un particolare che aveva un ritmo cadenzato. Siamo venuti a conoscenza di questo particolare verso per mezzo di testimonianze sia dirette che indirette. Un esempio di testimonianza diretta sono alcuni elogi funebri sulle tombe delle persone più importanti di quel periodo, come quelle della famiglia degli Scipioni, che ci sono pervenuti oggi in buone condizioni. Il verso veniva chiamato Saturnio perché alcuni commentatori del passato volevano far attribuire questo al Dio Saturno, antica Divinità del Lazio, originaria del mondo latino: come esso era proprio del mondo romano, anche il Saturnio era un verso tipico del Lazio che non aveva influenze da parte del mondo Greco.
Però ci sono state altre ipotesi; altri commentatori hanno ritenuto spiegare che quando a Roma si era diffuso il verso Saturnio, già nel mondo latino esisteva l'influsso Greco e che quindi questo derivasse dal mondo greco. Il verso Saturnio esisteva sia durante il periodo pre-letterario, prima del 240 a.C, che dopo il 240 a.C. Per dimostrare ciò basta pensare Livio Andronico, schiavo liberto e anche maestro, il quale per la sua cultura il suo padrone lo liberò; egli tradusse dal Greco l'Odissea e adoperò il verso Saturnio. Invece Neo Nevio scrisse il “Bellum Poennicum” (la guerra contro Cartagine) in versi Saturni. Andronico fu testimone prima della nascita della letteratura e Neo Nevio scrisse dopo la nascita della letteratura. Poi il verso Saturnio venne abbandonato perché si pensa che a Roma sia nato un altro tipo di verso: il “Versus Quadratus”. Questo verso aveva un particolare ritmo dove l'accento delle parole coincideva con il ritmo della metrica. Invece nell'esametro l'accento delle parole non coincideva con il ritmo. Il verso si chiama qualitativo quando l'accento delle parole coincide con il ritmo; quando non corrisponde ciò, il verso si dice quantitativo.