Rimbaud e "Les Illuminations"

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Introduzione alla poetica di Rimbaud con riferimento alle "Lettres du Voyant". Breve analisi di "Le Bateau Ivre" e di "Marine". Introduzione a "Les Illuminations" (3 pagine formato doc)

POETICA DI RIMBAUD

La poesia di Rimbaud è in primo luogo da intendersi come realizzazione di quegli abbozzi teorici iniziati da Baudelaire.
Con quest'ultimo inizia un processo di spersonalizzazione della poesia, che conduce a quella freddezza e a quella distanza che caratterizzano la poesia contemporanea. In Rimbaud tutto ciò è portato allo stremo. La spersonalizzazione non consisteva solo nella distanziazione del poeta dalla sua poesia (non più incentrata sull'Io poetico come nel Romanticismo); essa era da assegnare anche all'importanza attribuita alla forma più che al contenuto.

Con Rimbaud si ha una nuova concezione del linguaggio poetico: non conta tanto cosa voglia effettivamente dire una parola,
ma cosa essa musicalmente evoca; il poeta gioca con i suoni, con i foni, senza necesarriamente trasmettere un messaggio.
L'idea romantica per cui il poeta debba essere una guida per la società e tramite la sua poesia debba diffondere un messaggio, civile e politico, è ormai superata. Fino a Baudelaire si è cantato della difficoltà di comunicazione tra il poeta e il suo pubblico. Da Rimbaud in poi non è più una poesia eloquente, parla per se stessa, non si preoccupa più di comunicare un messaggio.

Nel 1871 Rimbaud scrisse due lettere in cui abbozzò il programma della sua poesia, lettere passate alla storia con il nome di "Lettres du voyant".


Rivendicare al poeta il rango di veggente non è certo una novità. L'origine di quest'idea risale ai Greci. Essa fu ripresa dal platonismo rinascimentale, giungendo a Rimbaud tramite Montaigne. Ma ciò che è decisivo è la svolta che Rimbaud conferisce a questo pensiero.