Il teatro greco

Appunto inviato da housedjandrew
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Sguardo introduttivo al teatro e alla tragedia greca, differenze con l'epica, struttura architettonica del teatro, schema narrativo della tragedia (3 pagine formato doc)

Il teatro è l'espressione più caratteristica della cultura ateniese.

I problemi che genera la tragedia, tra cui la catarsi, sono discussi nella "poetica" di Aristotele.

Differenza fra epica e teatro: l'epica è fondata sulla narrazione (epos = parola) mentre il teatro è fondato sull'azione (drama = dramma).
La parola greca teatro deriva da theatron, che deriva da theaomai ("guardare").

Limitazione della tragedia: possono essere rappresentate scene del mito in uno spazio e tempo possibili.

Vantaggio della tragedia: permette di scavare nella psiche del personaggio.

In origine, la tragedia aveva valore rituale e liturgico (era un pubblico servizio): si svolgeva durante la festa di Dioniso. Era un fenomeno di massa, in cui si discuteva anche di politica e di religione.

Gli elementi costitutivi del dramma:
  • Dolore (pathos): nella tragedia, l'eroe assiste alla sua caduta nel non riuscire ad affrontare le prove della vita.
    Il dolore è una parte inevitabile e senza spiegazione della vita (non dipende dalla religione). Può derivare da un errore, una colpa, una maledizione, solo dal destino infausto, oppure assurdamente, dal nulla.
  • Scelta: nella tragedia, l'eroe si trova piu' volte davanti a "bivii" che prevedono due o più possibilità di scelta; tutte queste possibili scelte però porteranno inequivocabilmente alla disfatta, proponendo così sullo stesso piano sia il tema della libertà, sia quello del limite dell'uomo.
  • Destino: nella tragedia i personaggi sono "sovradeterminati" e talvolta queste forze sovradeterminanti e oscure si agitano direttamente dentro all'eroe stesso, che sfugge al suo controllo e raggiunge l'autodistruzione. Il destino non permette mai all'uomo di essere completamente libero: nessun personaggio potrà mai avere padronanza su tutto; il destino è quindi una di queste forze insormontabili, ed è invisibile, insieme ad altre come le divinità. L'uomo non potrà quindi mai raggiungere la sua completa autoaffermazione.