Descrizione delle divinità greche Apollo e Artemide: riassunto

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Descrizione dettagliata di due divinità greche, Apollo ed Artemide, e della guerra di Troia (3 pagine formato doc)

APOLLO E ARTEMIDE: RIASSUNTO

Apollo.

Apollo, in gr. Apóllon. Mitol. gr. Figlio di Zeus e di Latona, fratello di Artemide, nato a Delo, è una delle maggiori divinità della mitologia greca, dio della salute e dell’ordine, matematica e scienza erano sotto la sua protezione, suoi attributi erano l’arco e la cetra. Incerta è l'origine del suo nome: per alcuni significa lo sterminatore, per altri colui che respinge i mali, per altri ancora lo splendente, il possente soccorritore, il protettore del gregge, ecc. Incerto pure il luogo originario del suo culto: forse un paese dorico del Peloponneso, più probabilmente una contrada della Ionia o dell'Asia Minore.
Né meglio conosciuta la primordiale natura della sua divinità e delle sue prerogative. La sua figura si formò in processo di tempo e per via di un sorprendente sincretismo, per cui si aggiunsero, alle peculiarità caratteristiche delle origini, forme, funzioni, competenze sempre più complesse e multiformi; e si passò dalla sfera di azione nel campo della natura a quella delle arti e del pensiero, e dal culto tribale a quello panellenico. Le vicende del dio sono ricche di motivi fiabeschi e avventurosi. Egli nacque da Latona (forse la Notte), insieme con Artemide (la Luna), nell'isola di Delo, ai piedi del Cinto e nel mese di avanzata primavera del targelione (onde l'appellativo di Cinzio e di Targelio).

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APOLLO DIO

Ancora infante, i sacri cigni lo portarono al paese degli Iperborei, da cui ritornò per uccidere il Pitone, figlio della Terra, lo smisurato drago che custodiva l'oracolo di Delfi e che aveva insidiato la madre Latona. Ma prima di prendere possesso dell'oracolo scontò anni di esilio sulla Terra a guardia degli armenti di Laomedonte e si purificò in una fonte della valle di Tempe; e un anno ancora di pena trascorse sulla Terra quale pastore delle greggi di Admeto, per aver ucciso, volendo vendicare il figlio Asclepio fulminato da Zeus, i Ciclopi che a lui fornivano i fulmini. Punitore della violenza e della superbia, trafisse con le sue saette mortali il gigante Tizio che attentò alla virtù di Latona, gli immani giovanetti Aloidi bramosi di dar la scalata all'Olimpo, i sette maschi della prolifica Niobe, arrogantemente orgogliosa nei confronti di sua madre; partecipe delle vicende umane, punì sotto le mura di Ilio i Greci insensibili alle preghiere del vecchio Crise e drizzò la freccia di Paride nel tallone fatale di Achille. Splendido di giovanile bellezza, il dio ebbe molti amori, con efebi, come Giacinto, e con ninfe e donne mortali: con Dafne, con Cassandra, figlia di Priamo, con la Sibilla cumana, con Cirene, che gli generò Aristeo, ecc.

GUERRA DI TROIA - Troia (guerra di), guerra di una coalizione di popoli greci contro la città di Troia, la cui realtà storica è generalmente accettata. Situata a breve distanza dall'Ellesponto, Troia (o Ilio) dominava il passaggio degli Stretti. I Greci, desiderosi di aprire la strada alla propria espansione verso il Ponto Eusino, avrebbero allestito una spedizione per conquistarla. Dopo un lungo assedio la città sarebbe stata occupata e distrutta.