Il duello tra Ettore e Achille: parafrasi e riassunto

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Il duello tra Ettore e Achille: parafrasi e riassunto su questo evento dell'Iliade (2 pagine formato doc)

IL DUELLO TRA ETTORE E ACHILLE: PARAFRASI E RIASSUNTO

Il duello (Iliade XXII, 273-336).

Achille scaglia per primo la propria asta, ma manca il nemico, che esulta e lancia a sua volta: il colpo è preciso, ma l’arma si pianta nello scudo di Achille. Ettore chiede allora un’altra asta a Deifobo, ma il fratello-scudiero è scomparso e l’eroe comprende l’inganno di Atena; sguaina allora la spada e assale il nemico nel corpo a corpo: lo scontro è furioso, Achille ferisce l’avversario al collo, lo fa stramazzare al suolo ed esulta su di lui.
Disse e, dopo avere palleggiato la lunga lancia,
la scagliò, ma lo splendido Ettore la vide prima
e la evitò curvandosi: gli passò sopra
la lancia di bronzo e si piantò in terra; la prese Pallade Atena,
e la ridiede ad Achille all’insaputa di Ettore, capo d’eserciti.

Ettore e Achille: relazione sui personaggi dell'Iliade


IL DUELLO FINALE E LA MORTE DI ETTORE PARAFRASI

Ed Ettore parlò così al grandissimo Achille:
«Mi hai mancato; e dunque da Zeus tu non sapevi,
Achille pari agli dei, la mia sorte, come dicevi:
non sei che un furbo ed un chiacchierone, e pensavi
che per paura scordassi la mia forza e il valore.
Non mi pianterai la lancia nel dorso mentre ti fuggo,
piantala qui nel petto mentre ti assalgo,
se te lo concede un dio, ma frattanto tu evita
la mia lancia di bronzo. Oh, se tutta potessi riceverla
nel tuo corpo! La guerra sarebbe più leggera ai Troiani,
dopo la tua morte; per loro tu sei la peggiore sciagura».

Ettore e Achille: tema svolto


IL DUELLO FINALE E LA MORTE DI ETTORE RIASSUNTO

Disse e, dopo avere palleggiato la lunga lancia,
la scagliò e colpì al centro lo scudo di Achille;
non fallì, ma fu respinta dallo scudo la lancia;
s’adirò Ettore, che un colpo inutile gli era partito di mano.
Rimase fermo, abbattuto: non aveva altre lance di frassino.
Chiamò a gran voce Deifobo, l’eroe dallo scudo splendente,
e gli chiedeva una lancia, ma quello non gli era più accanto.
Allora Ettore capì nel suo cuore e così disse:
«Ahimè, certo gli dei mi chiamano a morte:
credevo che mi fosse vicino l’eroe Deifobo,
ma è dentro le mura, e mi ha ingannato Pallade Atena.
Ora mi è accanto la morte crudele, non è lontana,
non è evitabile: da qualche tempo questo volevano
Zeus e il figlio di Zeus, l’arciere, che prima benignamente
mi proteggevano, e adesso il destino m’ha colto.

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