Eschilo, Sofocle ed Euripide: vita e tragedie

Appunto inviato da iri1988
/5

Breve riassunto della vita e le tragedie di Eschilo, Sofocle ed Euripide (4 pagine formato doc)

ESCHILO SOFOCLE ED EURIPIDE

Teatro greco.

La produzione teatrale della Grecia classica (di Eschilo, Sofocle, Euripide) è decisamente diversa da quella contemporanea o moderna, come la intendiamo noi: diversa nei contenuti, nella forma stilistica, nell’allestimento scenico. L’opera teatrale moderna, infatti, è esclusivamente ascrivibile al campo artistico-letterario, e quasi destinata a un pubblico di intenditori e appassionati limitato a una cerchia non vasta: non moltissimi, oggi, vanno a teatro.
Questi confini estetici e artistici non delimitano il teatro greco, che al contrario interessa e coinvolge la vita stessa dell’intera popolazione, nei suoi aspetti religiosi, etici, sociali.
Il teatro, sia nel dramma che nella commedia, era un fatto “politico”, riguardava cioè tutti, non soltanto una ristretta élite di appassionati. Era lo Stato (la Polis) che si assumeva l’impegno e i costi della messa in scena di un’opera, lo Stato che promuoveva concorsi fra i vari autori, lo Stato che (pensate) dava persino un indennizzo ai cittadini per la giornata lavorativa persa. Uno Stato veramente “sociale” nel senso moderno della parola, non c’è che dire.

ESCHILO SOFOCLE EURIPIDE: TUTTE LE TRAGEDIE

E questo perché l’opera teatrale greca era concepita essenzialmente in funzione moralistica e educativa: lo stesso Aristotele ne parla come di una  catarsi , una purificazione dalle passioni e dai mali. Aveva quasi un carattere sacro e religioso; ed è a questi suoi aspetti che si deve la presenza, in essa, della musica, della danza, del coro, sempre intesi in funzione di componente sacrale.
ESCHILO. il più grande dei tragediografi greci, nacque a Eleusi nel 525 a.C. Vinse per 28 volte il concorso per tragedi che si teneva ad Atene, dal 484 in poi. Soggiornò più volte in Sicilia e ben rappresenta l'attrattiva culturale che le corti di Siracusa e Agrigento esercitarono per circa mezzo millennio sugli uomini di cultura del tempo. Morì a Gela nel 456, al termine di una vita interamente dedicata alla creazione di tragedie che ancora oggi sono studiate e rappresentate, come esempi degli aspetti più reconditi dell'animo umano, soggetto alle forze del Fato e della giustizia divina.

ESCHILO SOFOCLE EURIPIDE: TRAGEDIE

Profilo letterario. Autore decisamente fecondo nell’arte teatrale; aveva scritto circa novanta tragedie, di cui purtroppo ce ne restano solo sette integralmente. Quanto basta, però, per lasciare l’originale impronta che diede alla sua produzione: il raggruppamento di opere in trilogie .
Un espediente nuovo e tutto suo, grazie al quale tre lavori si presentano intrecciati e concatenati fra loro per contenuti e concezione, per non limitare narrazione e analisi psicologica alle contingenti vicende di un singolo personaggio, ma di espandere la ricerca allo scenario di una intera famiglia o addirittura di una generazione. Il suo sguardo di acuto analista dell’animo umano lo spingeva  - ed è qui il pregio della sua creatività -  ad una concezione ereditaria della colpa e alla ineluttabile ereditarietà della punizione divina, per cui la sua opera non poteva limitarsi al breve momento di una singola vicenda umana.
La sua trilogia è detta Orestìade ed composta dalle tragedie Agamènnone, Le Coèfore e Le Eumènidi.    
E’ in questa trilogia che s’impernia la concezione tutta eschìlea del teatro classico, e si raggiunge la più alta vetta della poesia drammaturgica. Un trittico che coinvolge e travolge, nella sequenza di rappresentazioni a sé stanti ma pur sempre unitarie, più personaggi fra loro concatenati e fatalmente protesi verso l’orlo di un baratro da “delitto e castigo”.
Profondo il lavoro psicologico che Eschilo esprime in questa trilogia; in essa le singole figure dei personaggi non vengono mai immeschinite dalle proprie colpe, ma appaiono sempre grandi e solenni, specie quando, pur macchiate dal crimine, sono toccate dalla maestà della morte.

Sofocle: biografia, pensiero e opere

SOFOCLE

Sofocle. L’opera di Sofocle (Atene 497 a.c.- 406 a.c.) uno dei tre tragici della Grecia classica, si sviluppa nel periodo di massimo splendore della civiltà ateniese. Nato da famiglia borghese e agiata, fu amico di eminenti personaggi della vita politica e culturale ateniese come Pericle e  Erodoto, e fu molto attivo nella vita pubblica. Pare abbia composto più di 120 opere, e vinse molti dei concorsi per tragediografi che ogni anno si tenevano ad Atene. Di lui ci sono pervenute integralmente soltanto sette tragedie, sufficienti però per rivelare il genio dell’autore; fra queste l'Aiace, Antigone, Edipo Re, Elettra.