"Storia della letteratura inglese" di Bertinetti

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Note sintetiche molto utili per un ripasso finale della materia (15 pagine formato doc)

P.BERTINETTI, Storia della letteratura inglese

  1. IL PREROMANTICISMO (1770-1800)

-avvisaglie di un certo gusto per una poesia elegiaca che rispecchia gli stati d'animo del poeta nella natura sono già presenti in James Thompson (Season 1730)e nei rappresentati della scuola sepolcrale (Young, Collins, Gray), che inneggiano all'irrazionalismo, al sentimentalismo, all'oscurità, alla complessità e alla contraddittorietà dell'animo umano (in opposizione all'Illuminismo).Sintomatico di questo periodo è il gusto per la paura (Ode al terrore di Collins), per l'orrido, per l'oscuro, per il mistero, per la scabrosità,per la morte che desta per la prima volta un sentimento entusiasta.
Ha inizio il coinvolgimento diretto dell'io del poeta in poesia.


Anche la scuola metodista, con a capo il vescovo John Wesley, contribuì a rafforzare la reazione contro la moderazione, la rigidità, la formalità della chiesa anglicana e più in generale del pensiero comune.

Gray in "Elegy written in a Country Churhyard", scritta con un'intonazione particolarmente malinconica e misteriosa, contrappone la moralità di una semplice vita contadina alla frivolezza delle classi nobiliari e borghesi che lottano continuamente l'una contro le altre "madding crowd".

Negli stessi anni in cui in Germania si impone il movimento dello Sturm und Drang, in Inghilterra sembra prendere spazio il gusto per l'orrido, l'ombroso, il medievale, l'arcano. Di Mecpherson è importante una grande raccolta composta da poesie e lunghi poemi, The works of Ossian, la cui paternità viene infondatamente attribuita a leggendario bardo guerriero Oisin. Si saprà da un attenta analisi che M. aveva solo tratto spunto da questi testi modificando quasi tutto sul piano dei contenuti e su quello stilistico. Ciò che affascinava i lettori europei era non solo l'ambientazione e il tono oscuro, quanto il fatto che venissero rappresentati personaggi che combattevano per antichi valori (ciò discreditava il fatto che la civiltà moderna avesse irreparabilmente corrotto l'uomo).