Il perturbante di Freud: riassunto e significato dell'opera

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Il perturbante: significato e riassunto dell'opera di Sigmund Freund (11 pagine formato doc)

IL PERTURBANTE DI FREUD: RIASSUNTO E SIGNIFICATO DELL'OPERA

Il perturbante (saggio scritto da Freud nel 1919). Il “perturbante” appartiene alla sfera dello spaventoso, di ciò che genera angoscia e orrore.
Questo termine però non sempre è usato in senso nettamente definibile. Così succede che spesso esso indica ciò che è genericamente angoscioso.
Freud si chiede quale sia il nucleo che permette di distinguere in ciò che è angoscioso un che di perturbante.
La risposta non si trova nelle esposizioni dell’estetica, che preferisce occuparsi del bello e del sublime.
Nell’ambito medico-psicologico c’è un saggio di Ernst Jentsch (“Sulla psicologia del perturbante” 1906). Egli afferma che la sensibilità verso la particolare qualità del sentire che è il perturbante, è sollecitata in maniera diversissima da individuo a individuo.
Freud dice di voler trovare dei casi in cui il carattere del “perturbante” sia riconosciuto dalla maggioranza delle persone in modo inequivocabile.

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PERTURBANTE SIGNIFICATO

Per fare ciò è possibile:
1) esplorare dal punto di vista linguistico il significato del termine “perturbante”;
2) analizzare situazioni, esperienze e impressioni che provocano il senso del “perturbante” per poi dedurne ciò che accomuna questi casi e quindi definire il carattere nascosto del “perturbante”.
Entrambe le strade portano allo stesso risultato:
il perturbante è quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, che ci è familiare.
E’ allora interessante indagare sulle circostanze in grado di trasformare ciò che è consueto e familiare, in qualcosa di perturbante e spaventoso.
Nel saggio, Freud inizia con l’analisi linguistica del termine “perturbante”.
La parola tedesca unheimlich (perturbante) è l’antitesi di heimlich (da heim = casa; quindi confortevole, tranquillo)e del termine heimisch (patrio/nativo).
Quinti tutto ciò che suscita spavento è tale perché non è noto e familiare.
Però non tutto ciò che è nuovo e inconsueto è spaventoso, la relazione precedente non è quindi reversibile.
Perché il nuovo e l’inconsueto diventino perturbante occorre aggiungere qualcosa.
Jentsch si è fermato alla relazione tra il perturbante e il nuovo/inconsueto.

Perché ci sia il senso del perturbante, secondo Jentsch, ci deve essere un’incertezza intellettuale, cioè il non raccapezzarsi.
Secondo Freud l’equazione perturbante = inconsueto non è esauriente.

Freud: riassunto

PERTURBANTE DEFINIZIONE

Egli analizza quindi la parola “perturbante” in alcune lingue straniere, accorgendosi che in alcune di esse manca un termine che definisca questa particolare sfumatura dello spaventoso.
In italiano c’è una sola circonlocuzione “lugubre, sinistro, sospetto, ambiguo (cioè una sensazione di inquietudine, turbamento e disagio)”.
In tedesco, la parola “heimlich” (contrario di unheimlich) significa:
1) che appartiene alla casa, familiare, domestico;
2) nascosto, tenuto celato in modo da non farlo sapere agli altri.
Quindi heimlich, tra le sue numerose sfumature di significato, ne ha anche una (la seconda) che coincide con il suo contrario: “heimlich” diventa così “unheimlich”.
Schelling dice che “unheimlich” è tutto ciò che avrebbe dovuto rimanere segreto, nascosto e che, invece, è affiorato.