Marzo 1821: testo e parafrasi

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introduzione all'ode di Alessandro Manzoni con breve parafrasi "Marzo 1821" (2 pagine formato rtf)

MARZO 1821: TESTO E PARAFRASI

Marzo 1821.

Il Alessandro Manzoni scrive quest'ode nel 1821 quando, nella speranza che Carlo Alberto, sensibile alle richieste dei carbonari, si metta alla testa di un esercito, per scacciare dalla Lombardia gli Austriaci; egli ritiene che i tempi siano maturi per avviae il processo di unificazione d'Italia. Ma i fatti che egli immagina, si verificheranno nel 1848, 27 anni dopo, in occasione della
Ia guerra d'Indipendenza.

Dedica la poesia a Teodoro Koerner, poeta tedesco morto in battaglia a soli 22 anni contro Napoleone, e pertanto questi, diventa il simbolo del dirritto dei popoli alla libertà.

Marzo 1821 di Manzoni: riassunto e spiegazione


MARZO 1821: SPIEGAZIONE

Il poeta immagina che l'esercito piemontese abbia già varcato il Ticino e che i soldati siano fermi sulla sponda sabbiosa del fiume e per un attmo si volgono dietro. tutti sono assorti con la mente nei fatti che accadranno e sicuri, nei loro cuori, del valore della loro gente, hanno giurato: il Ticino non separerà più due stati diversi, non ci sarà un luogo in Italia dove sorgano frontiere!
Altri valorosi patrioti hanno risposto a quel giuramento da altre regioni d'Italia, preparandosi alla lotta dapprima clandestinamente, e venendo adesso alla luce del sole. Le sacre parole del giuramento sono state, proferite; o moriranno combattendo, o insieme gioiranno sulla terra liberata.
Solo chi potrà distinguere nell'acque del Po quelle dei suoi affluenti, solo lui riuscirà a dividere un popolo che ha conquistato la sua libertà e, andando indietro nella sua storia e nel suo destino, farla ritornare agli antichi dolori: la nostra gente, unita per avere in comune lingua, religione, storia, tradizioni e ideali dovrà essere tuta schiava o tutta libera.

Manzoni: le Odi


MARZO 1821 PARAFRASI

Il Lombardo era straniero sulla sua terra, doveva starci con lo stesso volto sfiduciato ed umile, e con lo sguardo rivolto a terra e pieno di paura con cui sta un mendicante in terra straniera, per elemosina. La volontà degli altri costituiva legge; il suo destino dipeneva dagli altri, il suo dovere era quello di servire senza parlare.
L'Italia torna nei propri diritti, e il suo suolo viene riconquistat. Oh stranieri, raccigliete in fretta e furia le ostre cose ed andate via da una terra che non vi ha generato. Non vedete che è tutta in movimento dalle Alpi allo stretto di Messina?
Non vedete che ormai è insicura e trema sotto il peso del piede straniero?
Sulle vostre bandiere, oh stranieri, sta la macchia vergognosa di un giuramento tradito, un principio da voi proclamato vi accompagna verso un'ingiusta guerra.
Voi che insieme gridaste all'epoca delle guerre di Napoleone: Dio non tollera le oppresioni; ogni popolo deve essere libero e sia sconfitto dalla ingiusta legge
della spada, del più forte.