Pico della Mirandola e Oratio de hominis dignitate

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Riassunto della vita di Pico della Mirandola, testo e parafrasi della sua opera "Oratio de hominis dignitate" (Discorso sulla dignità dell'uomo) (2 pagine formato doc)

PICO DELLA MIRANDOLA E ORATIO DE HOMINIS DIGNITATE

La storia di Pico della Mirandola.

Nascita: 24 febbraio 1463 - La caratteristica principale di Pico della Mirandola è di essere vissuto pochissimo (30 anni) ma si essere stato prodigioso. Ha riscosso un grande successo anche mentre era in vita. Conosceva il greco, l’ebraico e l’arabo e nutriva una grande passione per la cabala.
Aveva infatti scoperto che la cabala gli permetteva di mescolare culture diverse. Aveva un proprio ideale di pace e di sapienza universale, nel quale, secondo lui, dovevano convergere tutte le dottrine dell’umanità.
Organizzò un convegno a Roma in cui avrebbe dovuto discutere addirittura circa 900 tesi, la cui introduzione è l’”Oratio de hominis digitate
Venne condannato dalla Chiesa, ma stimato e appoggiato da Lorenzo il Magnifico presso la corte del quale andrà anche a vivere.
MORTE: 1494 (pare per avvelenamento).

Discorso sulla dignità dell'uomo di Pico della Mirandola: significato

ORATIO DE HOMINIS DIGNITATE, TESTO

Oratio de hominis digitate.
TESTO ORIGINALE
Non ti diedi né volto, né luogo che ti sia proprio, né alcun dono che ti sia particolare, o Adamo,affinché il tuo volto, il tuo posto e i tuoi doni tu li voglia, li conquisti e li possieda da solo. La natura racchiude altre specie in leggi da me stabilite. Ma tu che non soggiaci ad alcun limite, col tuo proprio arbitrio al quale ti affidai, tu ti definisci da te stesso. Ti ho posto al centro del mondo, affinché tu possa contemplare meglio ciò che esso contiene. Non ti ho fatto né celeste né terrestre, né mortale, né immortale, affinché tu stesso, liberamente, in guisa di buon pittore o provetto scultore, tu plasmi la tua immagine.

ORATIO DE HOMINIS DIGNITATE, PARAFRASI

PARAFRASI. Non ti ho dato né un viso né un ambiente in cui vivere, e nessuna dote speciale, o Adamo, perché il tuo viso, il tuo ambiente e le tue doti tu possa desiderarle, ottenerle e padroneggiarle. La vita che ti circonda comprende altri esseri, per i quali valgono norme stabilite da me. Però tu, che sei superiore ad ogni vincolo, usando la ragione di cui ti ho dotato, ti caratterizzi da solo. Ho fatto in modo che il mondo dipendesse da te in modo tale da permetterti di analizzare meglio il suo contenuto. Non ti ho creato per vivere né in cielo né in terra, per essere né vulnerabile, né invulnerabile, perché tu stesso, senza costrizioni, come un valido ritrattista o abile scultore, possa definire la tua persona.