Ugo Foscolo - "Le ultime lettere di Jacopo Ortis"

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Analisi dettagliata della prima opera di Foscolo, con inclusi alcuni riferimenti alla lettera d'apertura ("il sacrificio della patria nostra è consumato") e alla lettera ("illusioni e mondo classico") dove viene affrontata l'illusione dell'amore. (3 pagine formato docx)

La prima opera di Foscolo sono “le ultime lettere di jacopo Ortis” pubblicate nel 1802.
È un’opera giovanile ma di fondamentale importanza nella sua esperienza letteraria poiché ritroviamo una iniziale ricerca dei valori positivi che aiutano l’uomo nella sua vita.

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È  di caratteristiche preromantiche, proprio perché ritroviamo il sentimentalismo.
Si tratta di un romanzo epistolare e le lettere sono indirizzate all’amico di Jacopo Lorenzo Alderani. Si hanno due forme di romanzo epistolare:
1.  Prevede lettere di risposta (come nell’opera di Rousseau;
2.
Non ci sono lettere di risposta come in Jacopo Ortis, per cui più che un romanzo, l’opera giovanile di

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Foscolo sembra un monologo interiore.
Foscolo si è rifatto sicuramente alla “nouvelle Eloise” si Rousseau e ai “dolori del giovane Werther “di Goethe. L’opera di  Foscolo inoltre sembra essere autobiografica, perché rispecchia le vicende dell’autore dopo il trattato di Campoformio.

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La vicenda:
Jacopo è un giovane patriota che, dopo la cessione di venezia all’Austria cn il trattato di Campoformio, si rifugia sui colli Euganei per sfuggire alle persecuzioni. Qui si innamora di Teresa che ricambia cn molto affetto questo amore, solo che ella per motivi economici è promessa ad un altro uomo Odoardo che è l’esatta antitesi di Jacopo: gretto, senza ideali, freddo, razionale. Cos’ il nostro povero Jacopo oltre ad avere una delusione politica, ha una delusione amorosa.