Ultime lettere di Jacopo Ortis: analisi

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Analisi delle Ultime lettere di Jacopo Ortis, romanzo epistolare scritto da Ugo Foscolo, e confronto con I dolori del giovane Werther di Goethe (3 pagine formato pdf)

ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS: ANALISI

Ultime lettere di Jacopo Ortis.

Le Ultime lettere di Jacopo Ortis sono un’opera giovanile di Ugo Foscolo, che il poeta continua però a rivedere fino al 1817. Questo indica quanta importanza egli gli attribuisse: in essa, infatti, ci sono tantissimi elementi autobiografici. L’unica differenza sostanziale tra Foscolo e Ortis è la scelta finale, che per Ortis è il suicidio.
I modelli dell’opera sono Rousseau (La nouvelle Héloïse) e Goethe (I dolori del giovane Werther). Si tratta di un romanzo epistolare: è immaginato come una raccolta di lettere inviate da Jacopo all’amico Lorenzo Alderani, che ne è l’editore e che in alcuni punti interviene direttamente.
In molte pagine dell’Ortis si possono osservare l’evoluzione del pensiero dello stesso Foscolo e le sue diverse risposte alla crisi di valori (la soluzione definitiva si avrà ne I Sepolcri). Si nota anche il suo continuo oscillare tra poli anche opposti (esaltazione, pessimismo, disperazione, paesaggi pacifici,
natura tumultuosa, …): Foscolo, infatti, recepisce tutti gli stimoli, spesso divergenti, del proprio tempo, anche perché vive buona parte della sua vita in luoghi che sono in primo piano in questa crisi storica (Venezia, Milano, Firenze, Inghilterra) e viene a contatto con molti importanti intellettuali.
Foscolo trova una possibile risposta alla crisi nella bellezza, e lo stesso è per Ortis, per cui Teresa finisce per essere l’unica ragione di vita.

Le ultime lettere di Jacopo Ortis: analisi e spiegazione

LE ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS: RIASSUNTO

Confronto con I dolori del giovane Werther. Anche Werther, come Ortis, si suicida. La sua azione, però, deriva da una crisi sociale. Il contesto è molto diverso: siamo nella Germania assolutista, prima della Rivoluzione, in una situazione in cui lo status quo è ancora accettato. Werther è un borghese che non riesce ad adeguarsi a nessuna classe sociale. Vive una crisi, ma una crisi che solo lui percepisce. La sua è la figura dell’intellettuale che non ha più una collocazione, che non è più accettato dalla società. È innamorato, non ricambiato, di Lotte, e non potrebbe comunque sposarla perché le è socialmente inferiore. L’impossibilità di questo amore lo spinge al suicidio, ma rappresenta, in fondo, l’incapacità di inserirsi nella società. Il suicidio di Ortis, invece, è eroico. Le problematiche dell’Ortis sono più variegate e più profonde. Egli ama Teresa, che lo ricambia ma è costretta, suo malgrado, a sposare Odoardo per motivi economici. Questo amore è l’illusione che per un po’ di tempo permette a Jacopo di recuperare valori positivi (per Foscolo, infatti, l’illusione è una forza positiva, poiché nel momento in cui essa è vissuta dà davvero un senso alla vita). Quando però la realtà gliela toglie, egli non può più ignorare la sua crisi storica e politica che è ormai diventata anche metafisica (a differenza di quella sociale di Werther).

LE ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS: RIASSUNTO PRIMA LETTERA

PRIMA LETTERA - Nella prima lettera, quella scritta dai Colli Euganei e datata 11 ottobre 1797, sono già presenti i tempi principali dell’opera: il tema politico, quello degli affetti familiari, dell’esilio e della morte (morte che può essere vista anche come una “sopravvivenza”, perché se uno non può avere una patria da vivo almeno le sue ossa possono riposare nella terra natia). Il tono è quello di una tragedia alfieriana, è “titanico”. Vi è una forte enfasi oratoria, le frasi sono brevi, sono largamente utilizzate domande retoriche (anche costruite per antitesi, come «vuoi tu ch'io per salvarmi da chi m'opprime mi commetta a chi mi ha tradito?»).