Italo Svevo

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Cenni generali sull'autore e i suoi tre romanzi: Una vita, Senilità e La coscienza di Zeno (3 pagine formato pdf)

Italo Svevo
Il nome Italo Svevo deriva dal desiderio dell’autore, il cui vero nome è Aron Hector Schmitz, di sottolineare la confluenza, in lui, di una duplice cultura, italiana e tedesca.
Visse, infatti, a Trieste, città di confine che, quindi, si configura come un crocevia di civiltà (italiana, tedesca e slava).
Seppur non fosse religioso, inoltre, fu forte su di lui l’influenza della cultura ebraica (presente in famiglia). La figura dell’inetto sveviano, ad esempio, è stata paragonata alla condizione dell’ebreo nella civiltà europea Svevo, inoltre, apparteneva alla borghesia imprenditoriale: fu impiegato in banca e, dopo il matrimonio, dirigente d’industria e uomo d’affari. La scrittura letteraria, dunque, non fu per lui una professione. 


Tra l’altro, non ebbe una formazione umanistica, ma commerciale o derivante dalle sue ampie letture.
L’opera di Svevo si rifà ad una vasta cultura filosofica e scientifica di cui l’autore si munì da autodidatta.
Maestri di pensiero, dunque, per lui furono:
· Schopenhauer, definito come smascheratore di autoinganni, che affermò l’inconsistenza della volontà di potenza umana;
· Nietzsche, del quale rifiutò e criticò aspramente il concetto di superuomo, ma apprezzò l’idea dell’uomo inteso come pluralità;
· Darwin, dal quale riprese i concetti di selezione naturale, lotta per la vita ed influenza del contesto storico sulle azioni umane.
Svevo, quindi, presentò i comportamenti dei suoi personaggi come dipendente da leggi naturali (e non dalla volontà di potenza) e come prodotto di un determinato periodo storico Svevo si rifece, inoltre, a: Marx, dal quale riprese la percezione dei conflitti di classe e la consapevolezza del fatto che anche la psicologia individuale è condizionata dalla realtà delle classi sociali e dal periodo storico.