I Sepolcri-Ugo Foscolo

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Descrizione del componimento di Ugo Foscolo (2 pagine formato txt)

LA GENESI
I sepolcri sono un poemetto di 295 endecasillabi in forma di epistola indirizzata all'amico Ippolito Pindemonte, scritto nel 1806 e pubblicato nel 1807.
Esso nasce in seguito a una discussione tra i due amici sull'importanza e il significato delle tombe, argomento suscitato dall'editto napoleonico di Saint-Cloud, il quale imponeva le sepolture fuori dai centri abitati e regolamentava le iscrizioni sulle lapidi.
LE DUE POSIZIONI
Pindemonte, da un punto di vista cristiano, sosteneva l'importanza di una sepoltura individuale, mentre Foscolo, dal punto di vista materialista, ne negava il valore, in quanto la morte significava la fatale dissoluzione dell'essere. Nel carme egli riprende questa posizione e inizialmente la ribadisce, ma in seguito la supera con altre considerazioni che rivalutano l'importanza della tomba.
IL SUPERAMENTO DEL NICHILISMO
Il poemetto si presenta come il punto terminale della ricerca del superamento di quel nichilismo che aveva caratterizzato sia Le ultime lettere di Jacopo Ortis, sia i sonetti maggiori, derivato dalla delusione nei confronti della situazione storica presente e delle speranze rivoluzionarie.
Nel carme, infatti, è superata l'idea della morte come nulla eterno, poiché gli viene contrapposta l'illusione di una sopravvivenza dopo la morte.
IL SIGNIFICATO DELLA TOMBA
La tomba diventa la garanzia di questa illusione, in quanto conserva il ricordo del defunto presso i vivi; è quindi il centro dei valori familiari e la garanzia dell'affetto dopo la morte, ma è anche portatrice dei valori civili, perchè conserva le tradizioni di un popolo e stimola a mantenersi fedeli ad esse, tramandando la memoria dei grandi uomini e spingendo alla loro emulazione.