Il teatro

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La commedia dell'arte, la commedia letteraria, la tragedia, il dramma pastorale, il melodramma (9 pagine formato doc)

IL TEATRO: LA COMMEDIA DELL'ARTE IL TEATRO: LA COMMEDIA DELL'ARTE LA COMMEDIA LETTERARIA; LA TRAGEDIA IL DRAMMA PASTORALE; IL MELODRAMMA Passando a discorrere del teatro, diciamo subito che esso è caratterizzato dalla Commedia dell'arte o "improvvisa".Feste e mascherate carnevalesche e sacre rappresentazioni diedero origine alla "commedia improvvisa" che, da principio, fu del tutto popolare, e poi, perfezionandosi e diventando patrimonio di attori colti, sedusse le nobili società e le corti più ricche d'Europa, e riuscì a scalzare la "commedia letteraria".
Lo scopo della parodia e della satira generò le maschere; l' indole del popolo e il personaggio messo in caricatura diedero carattere ai tipi.
A Venezia dalla parodia dei ricchi mercanti sorgeva Pantalone; a Bologna, città di studi, dalla caricatura dei professori sorgeva il Dottore; dalle regioni ove dominavano gli Spagnoli smargiassi e presuntuosi veniva fuori il tipo spaccone del capitano foggiato a mo' del Miles gloriosus di Plauto; i Napoletani allegri e gioviali perpetuavano il loro carattere nella maschera di Pulcinella; i Siciliani formavano quella buffa di Pasquino. Passata dalle maschere carnevalesche agli attori, dal popolo agli artisti, dalla piazza al palcoscenico, la commedia improvvisa si perfezionò, fissò i tipi, ne aggiunse degli altri e, facendo la satira della società con un metodo primitivo, impersonando cioè il vizio di una classe in un solo, invariabile tipo, percorse un cammino glorioso, che nel secolo XVII doveva raggiungere l'apice. Di ogni commedia che si doveva rappresentare si concertava prima la trama; questa poi veniva svolta dagli attori, i quali, impersonando costantemente un tipo ed avendo un ricco repertorio di lazzi, arguzie, cognizioni, sentenze, concetti, discorsi d'amore, rimproveri, disperazioni, deliri, non incontravano grande difficoltà nel sostenere la loro parte. Il teatro improvviso raggiunse il suo apogeo con la Compagnia dei Gelosi, la cui stella fu la colta, virtuosa e bellissima ISABELLA ANDREINI. Il suo capocomico FLAMINIO SCALA, che faceva l' innamorato sotto il nome di Flavio, ci lasciò numerosi scenari pubblicati in Venezia nel 1611 col titolo di Il teatro delle favole rappresentative. I lavori contenuti sono cinquanta e da essi possiamo arguire che nel teatro improvviso non si rappresentavano soltanto commedie, ma anche tragedie e pastorali: quaranta sono veri e propri scenari di commedie, dieci sono un miscuglio di comico, di pastorale e di sentimentale, fra cui una: La forsennata principessa, è detta tragedia, un'altra, "Rosalba incantatrice"; come opera eroica, quattro: "L' innocente persiana", "Orseida, "l'Alvida", "La fortuna di Foresta principessa di Noscolo", opere regie. Queste ultime dovevano riuscire grandiose per la loro stranezza, per il soggetto, per l' intreccio fantastico, spettacoloso, per tutto il bizzarro ricamo di magie, incantesimi, misteri. Altre compagnie famose furono quelle dei CONFIDENTI, degli UNITI, dei FEDELI, ed