Canto 22 Purgatorio: riassunto e analisi

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Spiegazione del canto 22 del Purgatorio della Divina commedia di Dante: riassunto e analisi (1 pagine formato doc)

CANTO 22 PURGATORIO

Presentazione Canto 22 Purgatorio. Il canto 20 terminava con un terremoto, che verrà spiegato nel 21 con la fine dell’espiazione di un’anima.

Si tratta di Stazio, poeta latino dell’età Flavia, che scrisse la Tebaide e l’Achilledi, due poemi che trattavano rispettivamente di Tebe e Achille, simili ai poemi antichi. Nel canto 22 si passa dalla 5° cornice, quella di avari e prodighi, alla 6°, dove si trovano i golosi. IL canto è caratterizzato prima da un dialogo tra Virgilio e Stazio e in seguito dall’entrata nella cornice dei golosi.

Rituale del perdono (2P)
Dante più leggero, più veloce, ma meno di Virgilio e Stazio
L’angelo della 5° cornice gli aveva indicato la strada e l’ultima parola era stata sitiunt (no parola fame)
Canto precedente: Virgilio impedisce a Stazio di abbracciargli i piedi.

Ora lo ricompensa (dice di apprezzare e ricambiare (prima Virgilio umile)
Virgilio teorizza l’amore acceso di virtù (Riferimento a Francesca da Polenta, con differenza perché amore caratterizzato da peccato di incontinenza. (Amore di Virgilio invece suscitato dalla virtù e conduce alla virtù)

Purgatorio: Canto 1: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 3: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 4: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 5: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 6: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 11: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 21: testo, parafrasi e figure retoriche

CANTO 22 PURGATORIO: RIASSUNTO E ANALISI

Dante riprende quindi caratteristica del dolce stil novo (capacità dell’amore ben diretto e nobiltà d’animo)
Virgilio dice che l’amore è ricambiato, ma lo era anche prima quando Decimo Giunio Giovenale scese nel Limbo e gli riferì quando Stazio gli era devoto e quanto lo stimasse.
Lo ama come una persona mai vista, tema dell’amore provenzale (amor del lon)
Virgilio lo chiama amico e gli pone una domanda utilizzando la forma colloquiale ‘ma dimmi’, chiedendo come abbia fatto ad essere avaro.
Stazio sorride compostamente e non sguaiatamente perché caratteristiche di uomini latini: forza e nobiltà.
Stazio gli dice di essere stato prodigo e che non bisogna essere né avari né prodighi, perché entrambi sono peccati di dismisura, ma bisogna invece seguire il principio di MESOTES (o Mediètas) di Aristotele che consisteva nella giusta misura. Sia il peccato di avarizia che quello di prodigalità sono dati da un amore disordinato verso il beni terreni.
Stazio dice di essersi pentito in tempo leggendo un passo dell’Eneide, quello in cui Polinestore uccide Polidoro per impossessarsi del suo patrimonio. Fino a quel momento non era consapevole del suo peccato.
Essendosi cominciato a pentire, aveva evitato la pena: spingere il masso, domanda, masso che ricade. Metafora del volo che, se rivolto verso il basso era esecrabile, mentre rivolto verso l’alto era
Metafora della mano, che o sa essere guida o no.
Giudizio universale: corpo dei prodighi avrà tagliati i capelli così come patrimonio tagliato
Novità, mai presente nella altre cornici: espiare un peccato con il suo opposto.
Non appare chiaro quando sia diventato cristiano né se abbia lasciato tracce nella Tebaide

Canto 8 Purgatorio: riassunto e temi

CANTO 22 PURGATORIO: COMMENTO

Mito della Tebaide (Edipo, Enigma della Sfinge, Padre, Giocasta, figli e Antigone)
Cliò musa della storia, errore di Dante poiché non è possibile che Virgilio l’abbia letta.
Probabile teoria che nel Limbo ci fosse la possibilità di una conoscenza sovrannaturale
Stazio illuminato da Virgilio (teoria del lume), differenti tipi di luce (intellettuale e triplex perfectio)
Mette in evidenza anche il suo essersi convertito grazie alla quarta bucolica, avendolo però nascosto per paura delle persecuzioni di Domiziano (accidioso)
Stazio chiede dei poeti famosi. Canto V dell’Inferno: Omero, Orazio, Virgilio, se stesso. Ora: Plauto, Terenzio, Varrone, Omero. Cerchio che si chiude. Personaggi greci: Euripide, Sofocle, Eschilo, Agatone.
Personaggi femminili: 41, 27 inferno. Dante medioevale, maschilista.

Canto 9 Purgatorio: analisi del testo e commento