Arcadia e Illuminismo: appunti

Appunto inviato da cassiopea24
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Appunti di letteratura italiana sui movimenti dell'Arcadia e dell'Illuminismo e i rispettivi autori: Alfieri, Parini e Goldoni (9 pagine formato doc)

ARCADIA E ILLUMINISMO

Arcadia e Illuminismo.

Arcadia. Siamo a cavallo tra il ‘600 e il ‘700, l’Italia continua ad essere divisa ed è nelle mani di più potenze straniere. Si consolida il potere della Francia, c’è l’emergere di nuove potenze come l’Inghilterra, la Prussia e la Russia con l’operato di Pietro il grande e la zarina Caterina. In Italia si hanno comunque dei cambiamenti: al sud dominano i Borboni il cui regno si sarebbe protratto fino al 1860, al nord la Lombardia e parte del Veneto vanno sotto l’Austria, si afferma il regno dei Savoia che trasferisce a capitale a Torino, gli Asburgo assumono una forte influenza in Toscana e lo stato di Venezia va in crisi dopo la cessione da parte di Napoleone all’Austria.
È quindi un panorama diversificato ma in tutte le regioni non vi è stagnazione culturale; importante è ad esempio la Lombardia che con il passaggio all’Austria e sotto l’influsso del dispotismo illuminato conosce un periodo di notevole progresso. Proprio in questo periodo si colloca un movimento che ha come scopo il rinnovamento della letteratura e una coordinazione tra intellettuali; tale movimento ebbe origine dall’Accademia dell’Arcadia nata in risposta al Barocco e al Marinismo.

Il settecento: Arcadia e Illuminismo

PARINI ARCADIA E ILLUMINISMO

L’Arcadia propugna un rinnovamento della poesia e voleva riportare in voga le poesie classiche pastorali ambientate nella terra pastorale dell’Arcadia. Erano già nati personaggi in disaccordo con la letteratura Barocca e tra questi ad esempio si possono citare Chiabrera e Testi ma questi non avevano mai formato un’associazione come è invece quella dell’Arcadia. Ogni aderente all’Accademia acquistava uno pseudonimo classicheggiante che richiamava i vari nomi dei pastori arcadici. L’Accademia dell’Arcadia nacque a Roma ma nel corso del tempo poi erano nate altre sedi, chiamate colonie; l’animatore e sicuramente uno dei fondatori fu Gian Vincenzo Gravina. Con il tempo si svilupparono poi due tendenze all’interno di questo movimento letterario: una prima tendenza era quella più rigorosa di Gravina che propugnava una forte aderenza ai modelli classici e la rivalutazione di scrittori passati come ad esempio Dante mentre la seconda tendenza era quella con a capo Crescimbeni e che propugnava una letteratura più leggera, di evasione e più aderente al clima pastorale. Ben presto prevalse la seconda tendenza e quindi per protesta Gravina abbandona l’Accademia e cerca anche se invano di fondare un’accademia parallela.

COS'E' L'ARCADIA IN LETTERATURA

A seguito di questa disputa il tema fondamentale dell’Accademia dell’Arcadia fu una letteratura di evasione legata al tema pastorale che portò ben presto ad un isterilimento del movimento senza portare a grandi risultati. Proprio per questo il termine Arcadia venne considerato quasi in senso dispregiativo e le poesie scritte dagli aderenti al gruppo erano chiamate “pastorellerie”. Tale movimento ebbe però alcuni pregi tra i quali quello di aver riportato alla luce un più rigoroso classicismo che nel ‘600 si era perso e quello di favorire il contatto tra i letterati dell’epoca che era proprio uno degli scopi dell’Arcadia. Non ci sono personalità di spicco all’interno di questo movimento letterario  se non il Rolli, lo Zappi e il Trapassi detto Metastasio. Metastasio fu autore di melodrammi e fu quindi un progenitore dell’opera lirica; scrisse opere con lo scopo di metterle in musica per poi essere cantate dalla moglie che di professione era appunto cantante. Ebbe un notevole successo all’epoca e fu anche nominato poeta di corte alla corte di Maria Teresa d’Austria a Vienna. Accanto al melodramma e alla poesia arcadica si sviluppa anche la storiografia.