La donna e l'amore nella letteratura italiana

Appunto inviato da lostiffmeister
/5

Riassunto sulla donna nel mondo cavalleresco-cortese, la donna nella poesia siciliana e nel dolce stilnovo e il rapporto con la donna di Dante e di Petrarca (4 pagine formato doc)

LA DONNA E L'AMORE NELLA LETTERATURA ITALIANA

L’amore e la donna.

Dall’amor cortese allo stilnovismo. Il tema amoroso e la figura femminile occupano un posto centrale nella letteratura volgare del tardo medioevo, poiché sono uno dei cardini della visione cortese-cavalleresca, su cui si fonda un filone fondamentale della cultura di quell’età.
Parliamo di tardo medioevo (e cioè del periodo che va dall’anno mille alla scoperta del Nuovo Mondo) perché prima dell’anno mille la vita sociale, economica e culturale dell’Europa sembra pietrificata in una visione apocalittica ed ascetica della realtà: apocalittica perché la convinzione diffusa dal clero circa l’imminente fine del mondo e della storia induceva le masse ad indirizzare la vita quotidiana in una attesa e preparazione di tale evento, che racchiudeva in sé il terrore della fine e l’avvento della Città di Dio; ascetica perché, nella necessità di preparare le anime alla salvezza eterna, il Medioevo cristiano aveva condannato l’amore come fonte di turbamento dei sensi, di peccato e di dannazione, contrapponendo ad esso l’amore mistico per Dio.

L'amore e la donna nel Romanticismo italiano

AMOR CORTESE CARATTERISTICHE

Di conseguenza anche la donna, oggetto, simbolo e mezzo dell’amore, veniva presentata come creatura diabolica e tentatrice, impura incarnazione del male.
Dopo l’anno mille, l’orologio della storia sembra rimettersi in moto, così come si rimettono in moto l’economia (commerci, agricoltura, arti), l’urbanizzazione (la crescita demografica e lo sviluppo delle città), la cultura (che fino all’anno mille è terreno esclusivo de chierici e in particolare dei monasteri).
Dal XII secolo, quindi, in conseguenza del processo di laicizzazione della cultura, la quale diviene espressione non più del mondo ecclesiastico ma dell’aristocrazia feudale, la concezione della donna si trasforma.
Essa non è più il simbolo del peccato, essere immondo e privo di anima (come descritto persino da qualche Padre della Chiesa): lungi dall’indurre l’uomo alla degradazione, la donna lo innalza e lo raffina attraverso l’amore; lungi dall’essere strumento di perdizione, la donna è creatura sublime, degna di devozione e di omaggio.
È questa la concezione dell’amor cortese, che nel rapporto tra l’amante e l’amata proietta i termini del legame tra vassallo e signore.

Ricerca sulla figura della donna nel Romanticismo

AMOR CORTESE E DOLCE STILNOVO

La donna nel mondo cavalleresco–cortese.

Le prime manifestazioni di letteratura cortese si hanno nella Francia degli inizi del XII secolo. Questa nacque come reazione contro la rigidità dell’etica morale della Chiesa e come sfogo di una spinta alla rivoluzione del modo di pensare e dei costumi.
La letteratura cortese forniva, per il Medioevo, una nuova visione dell’amore, grazie ai trovatori, ai trovieri ed ai romanzieri; un amore fondato soprattutto sulla sublimazione della donna.
I primi furono i poeti di lingua d’oc, che predicavano la bellezza dell’amore, visto non come follia o disonore per l’uomo, ma come saggezza e come un sentimento in grado di esaltare tutte le qualità affettive e spirituali di una persona.