Ermeneutica letteraria: definizione e caratteristiche

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Introduzione all'ermeneutica letteraria parlando del suo sviluppo attraverso Schleiermacher, Heidegger, Gadamer, Dilthey e Bloom (3 pagine formato doc)

ERMENEUTICA LETTERARIA: DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE

Ermeneutica letteraria
Letteralmente: la metodologia dell’interpretazione
Ermeneutica > potrebbe derivare da Hermes, messaggero e interprete degli dei, ma deriva invece dal verbo ermeneo (interpretare).


I principi dell’ermeneutica sono introdotti da Friedrich Schleiermacher:
•    Concetto di filologia ermeneutica, comprendere i testi è arte e tecnica insieme
Cerca di capire le condizioni preliminari del comprendere, per mezzo dei quali gli interpreti avrebbero potuto evitare ogni fraintendimento durante la ricostruzione dell’opera; interpretare non è solo catturare le intenzioni esplicite dell’autore, ma esplicitare anche la traccia del “non-detto” consapevole (decostruzionismo).

Storia e significato dell'ermeneutica

INTERPRETAZIONE ERMENEUTICA

Martin Heidegger rappresenta un punto di svolta per la storia dell’ermeneutica:
•    Si occupò del problema dell’ermeneutica per sviluppare la struttura della precomprensione, con intenti ontologici
Il comprendere rappresenta un modo di essere dell’Esserci (Dasein), la cui esistenza è influenzata da una comprensione preliminare del mondo. L’ermeneutica viene assunta come interpretazione generale dell’essere umano e del suo mondo.

La critica è concepita come rivelazione di una verità che si incarna nel linguaggio inteso come primum ontologico. L’uomo è “gettato” nel mondo, la sua esistenza è già sempre qualificata da una precomprensione del mondo incarnata nel linguaggio che ognuno si trova a disporre.
•    Problema della conoscenza
Ogni acquisto di conoscenza può aver luogo solo seguendo i dettami del circolo ermeneutico della comprensione.
Scrive “Sein und Zeit” nel 1927

ERMENEUTICA GADAMER

Hans-Georg Gadamer giunge ad interrogarsi sulle modalità del comprendere ermeneutico:
•    Non è possibile tornare indietro rivivendo il passato in modo oggettivo, poiché l’esistenza presente è influenzata da una serie di conoscenze stratificate chiamate “pre-compresioni” (Vorverständnisse) o “pregiudizi”.
Quando qualcuno emette un giudizio è influenzato dalla propria visione del mondo (Weltansicht), che tuttavia non costituisce un inconveniente, bensì una condizione fondamentale del processo cognitivo. Gadamer sostiene che “di per sé, pregiudizio significa solo un giudizio che viene preannunciato prima di un esame completo e definitivo di tutti gli elementi obiettivamente rilevanti”. Secondo questo punto di vista, il giudizio non va eliminato, ma abilitato con una certa phrónesis (“saggezza, prudenza”).

GADAMER: VERITA' E METODO

Scrive “Verità e metodo”, caposaldo dell’ermeneutica:
•    Chi vuole comprendere un testo deve essere pronto a lasciarsi dire qualcosa da esso
Per capire bisogna ascoltare, una coscienza ermeneuticamente educata deve essere preliminarmente disposta all’alterità del testo: tale sensibilità non presuppone né un’obiettiva neutralità, né un oblio di se stessi ma una presa di coscienza delle proprie presupposizioni e pregiudizi
•    Ogni testo si inserisce in una tradizione, che il lettore deve conoscere
•    Ogni interpretazione ha carattere dialogico
Ogni lettura ha delle risposte, il fenomeno ermeneutico implica in sé la struttura di domanda e risposta. L’interpretazione è la fusione tra l’orizzonte del lettore e l’orizzonte del testo (“fusione degli orizzonti”). L’intelligenza del testo si ha nella parola, dunque nella nostra capacità.
•    Disciplina dell’etica
Ciò che non è dato dallo strumento del metodo deve essere realizzato attraverso la disciplina del domandare e ricercare che garantisca la verità (disciplina dell’etica).