Appunti sull'Estetismo, D'Annunzio e Pascoli

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appuntii sull'Estetismo. D'Annunzio e Pascoli a confronto: vita, opere, esempi. Tematiche dell'estetismo a confronto (0 pagine formato txt)

Appunti sull'Estetismo, D'Annunzio e Pascoli - L'estetismo: Atteggiamento del gusto e del pensiero che, ponendo i valori estetici al vertice della vita spirituale, considera la vita stessa come ricerca e culto del bello, come creazione artistica dell'individuo; fa parte del più vasto fenomeno del decadentismo.

L'estetismo è un rifiuto reazionario e sdegnoso della realtà, della democrazia, della società borghese per rifugiarsi in uno sprezzante isolamento, in una vertiginosa solitudine che ha però come conseguenza la sconfitta dei suoi eroi freddi e intellettualizzati. Agli occhi dell'esteta, l'arte è il solo valore autentico dell'esistenza; perciò egli costruisce la propria vita come un'opera d'arte; perennmente alla ricerca della bellezza, egli rigetta ogni considerazione morale, ogni dovere imposto dalla società umana.


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Ogni forma di industrializzazione, di pacifismo borghese, di positivismo, di democrazia, di socialismo porta alla volgarità, alla banalità alla mercificazione dell'arte. L'arte è l'unico rifugio, l'unica difesa dalla volgarità della vita normale, dall'immensa. profonda. incommensurabile cafoneria dei finanzieri e dei nuovi ricchi, come scrive Huysmans. La vita dell'intellettuale deve essere coinvolta nell'arte, farsi arte essa stessa. L'identità di arte e vita è perfettamente resa nel romanzo Il ritratto di Dorian Gray (1890) dello scrittore Oscar Wilde. L'esteta ha il compito di tendere alla raffinatezza, all'eroismo, alla gloria, ad un ideale supremo di bellezza; bellezza isolata, preziosa, ambigua, perversa, lussuriosa così come codifica lo scrittore Walter Pater nei Ritratti Immaginari (1887) allorquando commenta la Gioconda di Leonardo. Collegamenti per approfondire: Oscar Wilde, Il Ritratto Di Dorian Gray Walter Pater, I Ritratti Immaginari Joris-Karl Huysmans, A Rebours Gabriele D'annunzio, Il piacere Il decadentismo italiano.

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Estetismo. Gabriele D'Annunzio. Gabriele D'Annunzio divenne un personaggio di primo piano nella nostra storia nazionale per la sua azione favorevole all'intervento italiano nella prima guerra mondiale: Il celebre discorso La sagra dei mille, pronunciato sullo scoglio di Quarto il 5 maggio 1915, fu come una scintilla che percorse tutta l'Italia ed infiammò i giovani alla lotta. Quando l'Italia entrò in guerra, D'annunzio aveva 52 anni, ma partecipò alla lotta prima fra i Lancieri di Novara, poi in marina e quindi in aviazione. Compì molte imprese eccezionali, dalla beffa di Buccari al volo su Vienna. Alla fine della guerra non fu soddisfatto della cessione di Fiume alla Jugoslavia e perciò occupò la città dalmata costituendovi un governo. D'Annunzio, il geniale D'Annunzio, D'Annunzio che tutto faceva invece di sognarlo, fu idolatrato dalla borghesia che sognava di imitarlo ma o non era capace o non poteva (gli affari, gli interessi, la famiglia, la mamma, il perbenismo). Fautore di un progetto aristocratico sia per la vita che per l'arte, D'Annunzio disprezzò le masse e coprì di parole di spregio e di derisione la borghesia bottegaia.

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