Divina commedia Inferno: riassunto per canti

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Riassunto schematico per canti dell'Inferno della Divina commedia di Dante Alighieri (33 pagine formato doc)

DIVINA COMMEDIA INFERNO: RIASSUNTO CANTO 1 INFERNO

Divina Commedia Inferno. Canto 1°
v.

1 Dante si ritrova in una foresta oscura, disorientato.
v. 16 Intravede però la cima di un colle illuminata dai raggi del sole, ma il suo cammino viene ostacolato da:
- una lonza dal pelo macchiettato e dalle mosse fulminee (che spinge Dante a voltarsi più volte per tornare indietro)
- un leone affamato
- e da una lupa (invidia) carica di tutte le brame.
v. 64 Dante vede un uomo,Virgilio, e lo supplica di soccorrerlo.
v.
112 Virgilio si offre di fargli da guida attraverso l’Inferno e il Purgatorio, per lasciarlo poi nelle mani di una donna più degna di lui, che lo guiderà nella patria beata del paradiso.

Inferno: gironi e struttura | Canto 1: analisi, parafrasi, figure retoriche | Canto 2: parafrasi, commento e figure retoriche | Canto 3: parafrasi, commento e figure retoriche | Canto 5: parafrasi, commento e figure retoriche del canto di Paolo e Francesca | Canto 6: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 10: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 13: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 22: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 26: testo, parafrasi e figure retoriche del Canto di Ulisse | Canto 33: testo, parafrasi e figure retoriche |

RIASSUNTO CANTO 2 INFERNO

Canto 2°
v. 7 Dante invoca le muse, il suo ingegno e la sua memoria a venirgli in aiuto in quest’impresa così difficile: la discesa nel regno dei morti.
v. 13 Enea, padre di Silvio, scese nei regni eterni, perché era predestinato da Dio ad essere il padre di Roma, luogo santo, in cui risiede il Papa.
v. 28 Anche San Paolo, vi andò per attingere conferma alla fede cristiana.
v. 31 Ma Dante si domanda perché anche lui è stato destinato a tale sorte, giacchè non si sente assolutamente degno di quest’incarico.
v. 52-61 Virgilio spiega a Dante che prima si trovava tra le anime del Limbo, sospese tra la felicità e il dolore, le quali non provano né l’una né l’altra cosa. All’improvviso si sentì chiamare da una donna beata del paradiso (Beatrice, degnatasi di discendere negli inferi), la quale, con voce angelica, gli disse che il suo amico Dante aveva smarrito la via del bene e quindi lo invitava ad accorrere in suo aiuto. Facendo ciò, lei, Beatrice, ne avrebbe ricavato conforto.
v. 94 In cielo una Donna gentile aveva chiesto a Lucia di andare da Beatrice invitandola a soccorrere Dante, la cui morte spirituale non era lontana.
v. 139 Dante si affida, quindi, totalmente a Virgilio, il quale da questo momento diventa la guida dei suoi passi, l’arbitro della sua volontà, il maestro del suo intelletto.

Divina commedia Inferno: riassunto di tutti i canti

DIVINA COMMEDIA INFERNO RIASSUNTO GENERALE

Canto 3°. vv. 1-12 In cima alla porta dell’Inferno vi era scritto:
“Attraverso di me si va nella città dei dolenti; attraverso di me si va nell’eterno dolore; attraverso di me si va tra le moltitudini delle genti dannate! […] O voi tutti che entrate, lasciate ogni speranza per sempre!”.
v. 19 Dante entra nel regno dei morti, dove ode un rumore tumultuoso, prodotto da espressioni di rabbia, di dolore e rumori di percosse.
v. 34 A tale condizione di vita sono condannate le anime perverse degli ignavi, che sulla terra vissero una vita insignificante, non meritevole di lode, né di macchia d’infamia.
v. 49 Il mondo non permette che si conservi qualche ricordo di loro.
v. 64 Questi vili, che non vissero mai una vera vita, erano nudi e punzecchiati in continuazione da mosconi e da vespe.
v. 82 Dall’altra sponda del fiume Acheronte, Dante e Virgilio vedono venire verso di loro, sopra una navicella, un vecchio, tutto bianco quasi fosse decrepito, gridando: “Guai a voi, anime scellerate!”.
v. 88 Caronte (diavolo) si rivolge a Dante: “E tu, anima ancora unita al corpo mortale, vattene lontano da questi spiriti, anime di morti!”
v. 127 Virgilio dice a Dante che per l’Acheronte non può passare nessun’anima che non sia dannata. Perciò, se Caronte si è lamentato della presenza di Dante, ciò significa che ha ravvisato in lui la buona volontà.
v. 130 Poi la buia campagna si scosse tutta con un terremoto e si levò un gran vento, che fece lampeggiare una luce rossastra, la quale fece perdere i sensi a Dante.