L'intellettuale cortigiano rivendica la sua autonomia

Appunto inviato da augognola
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Poiché tu Annibale , mi hai chiesto come mi trovo sotto il servizio del duca Alfonso e se sento meno grave il peso che devo sopportare in questo servizio rispetto a quello di Ippolito, io ti rispondo dicendoti che se mi lamento anche di questo sono sicuro che tu mi dirai che è colpa mia, perché l esperienza del servizio precedente mi ha logorato la pelle provocando una sensibilità dolorosa a tutti i servizi.
Perciò ti dico subito senza pensarci molto, che mi pesano tutti e due i servizi e sarebbe meglio che io fossi autonomo senza stare sotto il servizio di nessuno. Se ciò che ti ho appena detto non lo condividi, dimmi di tutto, ma io non faccio altro che dire la verità.
Se io avessi fatto a mio padre, quando a Reggio mi partorì Daria, lo stesso scherzo che in cielo fece Saturno ad Urano(suo padre)il quale lo evirò per evitare che nascessero altri fratelli, in modo tale che se fosse stato soltanto mio il modesto patrimonio familiare, nel quale debbono essere soddisfatti i bisogni di dieci fratelli e sorelle, non avrei mai fatto come le rane della favola di Esopo, che chiesero a Giove di dare loro un re davanti al quale dovettero comportarsi da cortigiani.