Luigi Pirandello: cronologia della vita e pensiero

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Vita, pensiero, poetica, opere (poesie, novelle, romanzi, teatro) di Luigi Pirandello (8 pagine formato doc)

UGO FOSCOLO LUIGI PIRANDELLO (1867-1936) VITA La vita e la produzione artistica di Pirandello possono essere distinte in quattro fasi: 1.
l'intellettuale: scrive racconti e il romanzo L'esclusa, lasciando le opere teatrali nel cassetto; 2. la declassazione (1903-1910): continua tuttavia a scrivere racconti; 3. il teatro (1910-1930): si ha la prevalenza di commedie; 4. la fase finale (1930-1936): Pirandello raccoglie le sue opere e scrive I giganti della montagna. Luigi Pirandello è, come anche Verga, siculo; nasce infatti nel 1867 a Girgenti (Agrigento) da una famiglia agiata e borghese (il padre possiede miniere di zolfo). Il pensiero politico del luogo in cui nasce è prevalentemente garibaldino-rinascimentale.
Frequenta il liceo a Palermo e poi si iscrive alla facoltà di lettere a Roma. Dopo un bisticcio con un professore va a Bonn dove si laurea in filologia romanza. Il soggiorno tedesco è importante perché in Germania entra in contatto con i letterati romantici, i quali lo influenzeranno per quanto riguarda l'umorismo. Nel 1892 comincia a dedicarsi alla letteratura, scrivendo a Roma il romanzo L'esclusa. Riesce così a vivere di letteratura per mezzo degli assegni che il padre gli corrisponde. Si sposa intanto con una siciliana con la quale va a vivere a Roma, trovando occupazione come professore di lingua italiana all'Università. Scrive la prima commedia, Il nibbio. Nel 1903 il padre ha un crack finanziario: la sua miniera di zolfo si allaga. Questo provoca: - la crisi psicologica della moglie di Pirandello (che diventerà ben presto pazza); - la declassazione. La gelosia della moglie e la condizione matrimoniale cominciano a essere sentiti da Pirandello come una trappola. Egli deve inoltre lavorare il doppio per vivere; continua quindi a fare l'insegnante e a scrivere libri, lavorando anche per il cinema e scrivendo soggetti per alcuni film. Comincia così a sentirsi un intellettuale sfruttato dalla società. Nel 1910 si occupa di teatro e fa rappresentare le commedie Lumìe di Sicilia e La morsa. Diventa così scrittore di teatro anche se non lascia del tutto perdere i racconti e la letteratura. Sempre per il teatro scrive Il piacere dell'onestà, Pensaci Giacomino, Se non così, Lì o là, Il gioco delle parti. Nel 1915 c'è la guerra: Pirandello si schiera su posizioni interventiste perché vede nella guerra la fine del Risorgimento. Stefano, il figlio, viene catturato e non riesce a riscattarlo. Le condizioni della moglie quindi peggiorano e viene ricoverata. Dietro l'umorismo di Pirandello c'è sempre il tragico così come dal tragico nasce il comico. Nel 1920 abbandona il lavoro di insegnante. Nel 1921 scrive Sei personaggi in cerca d'autore, che all'inizio non ha molto successo ma nelle ultime rappresentazioni sì. Pirandello decide quindi di dedicarsi definitivamente alle commedie abbandonando la cattedra. Nel 1925 diventa direttore del teatro d'Arte a Roma (siamo già sotto il fascismo) e si lega all'attrice Marta Abba. Il fascismo provoca in Pir