Uno, nessuno e centomila: riassunto e commento

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Analisi dei personaggi, significato, riassunto e commento del romanzo di Pirandello, "Uno, nessuno e centomila" (3 pagine formato doc)

UNO NESSUNO E CENTOMILA: RIASSUNTO E COMMENTO

Uno, nessuno e centomila, di Luigi Pirandello.

Il protagonista di Uno nessuno e centomila, Vitangelo Moscarda, si trova impegnato in un disperato esperimento, cioe' quello di ricostruirsi un'esistenza svincolata dai condizionamenti imposti dalla natura e dalle convenzioni, e di afferrare la propria personalita' autentica mediante un atto di libera scelta. Per Moscarda, l'inizio dell'avventura e' dato dal proprio naso.
Questo naso pende verso destra.
Moscarda lo apprende un bel giorno dalla moglie. La frase, buttata li' per caso, banalmente, sara' come un cerino acceso caduto in un deposito di esplosivo. L'esistenza di Vitangelo ne sara' sconvolta; vita familiare, interessi, posizione sociale, rapporti di amicizia, tutta la realta' in mezzo a cui egli per ventotto anni era comodamente vissuto senza urti e senza sorprese, si dissolve come per sortilegio, ed egli si riduce alla condizione di alienato. Chi e' in realta' Vitangelo Moscarda che la moglie dice di conoscere e di amare, chiamandolo Genge'? Cosi' per gli amici e per tutti gli altri.

Uno, nessuno e centomila: riassunto


UNO NESSUNO CENTOMILA: SIGNIFICATO

Ci sono tanti Moscarda quanti sono quelli che lo vedono, quante sono le possibilita' di conoscere, le relazioni, i casi e le circostanze, i momenti psicologici, le realta' mentali di ciascuno. Moscarda tenta l'allucinante ricerca di questo se stesso, per coglierlo nella sua spontaneita', nella sua espressione prima e genuina. Impresa disperata. E' come volere scavalcare la propria ombra. Per se', Vitangelo Moscarda e' nessuno. L'io e' infatti essenzialmente un "essere per l'altro". Ma, per realizzarsi, questa coscienza nella quale si afferma la singolarita' deve essere consapevole in tutti; questo senso dell'alterita', questo sentimento della finitudine di ciascuno, del limite individuale e del rapporto vicendevole, in cui si effettua il rispetto del singolo, e quindi la sua valorizzazione, deve essere pienamente consapevole. Invece tra gli uomini avviene esattamente il contrario e questo e' il dramma dell'essere in cui l'identita' dell'io finisce con l'affogare. Moscarda si propone di distruggere il vecchio se stesso, quello condizionato dalla nascita, dall'educazione, dall'ambiente.

Uno, nessuno e centomila di Pirandello: scheda libro


UNO NESSUNO CENTOMILA: COMMENTO PERSONALE

Per questo dovra' cancellare l'immagine che gli altri hanno di lui, a cominciare dalla moglie. Egli deve cassare l'immagine di usuraio che ha ereditato dal padre insieme con la banca da cui trae i mezzi per la sua esistenza di borghese benestante. Si da' quindi a compiere atti di liberalita' che appaiono in contrasto coi criteri di una sana amministrazione e gli procurano un'attestato di pazzia da parte della moglie, dei soci d'affari e anche dalle stesse persone da lui beneficiate. Interdetto dai familiari, abbandonato dalla moglie, finisce in un ricovero per vecchi da lui stesso fondato con le splendide elargizioni. Uno nessuno e centomila e' il romanzo della solitudine dell'uomo. La personalita' del protagonista si afferma senza equivoci nel proposito di rinnovamento e nell'azione di liberazione risolutamente perseguita, qualunque possa essere stato lo spunto iniziale. La convinzione dell'inevitabile soggettivita' del nostro giudizio a cui Moscarda perviene, lungi dall'implicare la bancarotta della persona, ne e' una coraggiosa affermazione.