La pazzia di Orlando: riassunto, parafrasi e analisi

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Parafrasi, riassunto, analisi della pazzia di Orlando (canto XXII - canto XIV) dell'Orlando furioso, scritto da Ludovico Ariosto (4 pagine formato doc)

LA PAZZIA DI ORLANDO: PARAFRASI CANTO 23

La pazzia di Orlando di Ludovico Ariosto.

(Canto XXIII Stanza 132 – Canto XXIV Stanza 13).
Parafrasi: Orlando afflitto e stanco cadde nell’erba, con gli occhi rivolti al cielo e non parlando senza mangiare e stette così per tre giorni, il che lo fece impazzire tanto che il quarto giorno, svegliandosi si strappò di dosso l’armatura. Gettò quindi da una parte l’elmo dall’altra le armi tanto che alla fine erano sparse per tutto il bosco, e poi, si liberò anche dei vestiti girando nudo per il bosco.
La rabbia gli aveva offuscato l’intelligenza e, infatti, si scordò di prendere la spada che, se la avesse posseduta avrebbe potuto fare cosi mirabolanti poiché la sua forza non aveva bisogno né di quella né dell’ascia e di altre cose. Qui compì le sue imprese più grandi, infatti sradicò un pino al primo scrollone e dopo il primo ne sradicò parecchi altri come se fossero pianticelle deboli.

La pazzia di Orlando: riassunto canto XXIII

LA PAZZIA DI ORLANDO: PARAFRASI 132

Orlando faceva con gli alberi secolari quello che si fa con i giunchi e le ortiche un cacciatore di uccelli che libera il campo per le reti. I pastori che hanno sentito il fracasso lasciarono il gregge sparso per la foresta correrono di qua e di là per vedere cosa stette succedendo. Ma sono arrivato al punto, che, oltrepassato la mia storia può sembrarvi fastidiosa e quindi voglio rimandarla. Chi mette il piede sulla trappola per uccelli, cerca di toglierlo senza farsi pinzare le ali; perché alla fine l’ amore non è altro che follia, secondo il comune giudizio dei saggi: e sebbene non tutti facciano i pazzi come Orlando mostrano il loro amore in qualche altra maniera; e quale la maniera più esplicita se non la follia stessa?

Orlando furioso, canto 23: analisi, figure retoriche e parafrasi

LA PAZZIA DI ORLANDO RIASSUNTO

Gli effetti sono diversi ma la causa che provoca la follia è sempre la stessa, come quando si entra in un bosco è impossibile non perdersi. Concludendo voglio dirvi che chi persiste nell’ amore sono indispensabili oltre alle pene anche i ceppi e la catena. Ma si potrebbe dire a ragione: <<Fratello, tu stai mostrando l’errore di un altro e non vedi il tuo>>. Io vi rispondo che capisco abbastanza adesso che uno spazio di lucidità mentale e ho una grande intenzione di riposarmi e di lasciare tutto questo, e spero ormai di farlo: ma non lo posso fare tanto presto quanto vorrei poiché il male mi è penetrato fin dentro le ossa. Signor, nell’altro canto io vi dicevo che il forsennato e pazzo Orlando si era tolto le armi e le aveva sparse per il terreno, si era strappato gli abiti e aveva gettato via la spada, aveva sradicato gli alberi e fatto risuonare le caverne e i boschi profondi; quando alcuni pastori per loro sventura furono attratti dal rumore che faceva.

L'approfondimento su vita, opere e pensiero di Ludovico Ariosto

LA PAZZIA DI ORLANDO ANALISI

Dopo aver visto da vicino quelle incredibile imprese che il pazzo stava compiendo e la sua grandissima forza, si voltarono per fuggire ma non sapendo dove così come accade quando si è colpiti da un improvviso spavento. Il pazzo si muove rapidamente dietro di loro, ne piglia una e lo priva della testa con la stessa facilità che chiunque altro staccherebbe un frutto o un fiore da un ramo di un albero. Prese per una gamba il pesante corpo e lo usò come se fosse un’ arma contro gli altri pastori: stese in terra due uomini che forse si risveglieranno il giorno del giudizio.