La poesia ermetica

Appunto inviato da saretta382
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appunto sulla poesia ermetica: Il termine "ermetismo" deriva da Ermete (o Mercurio) che rappresentava il dio delle scienze occulte. Fu, per questo utilizzato in senso dispregiativo, per indicare la nuova poesia che andava affermandosi dal primo dopoguerra (3 pagine formato doc)

La poesia ermetica - ERMETISMO La poesia ermetica sorge intorno agli anni Venti e si sviluppa durante gli anni compresi tra le due guerre mondiali, esaurendosi gradualmente nel secondo dopoguerra per lasciare il posto alla corrente neorealistica.

Il termine "ermetismo" deriva da Ermete (o Mercurio) che rappresentava il dio delle scienze occulte. Fu, per questo utilizzato in senso dispregiativo, per indicare la nuova poesia che andava affermandosi dal primo dopoguerra che si presentava eccessivamente concentrata, provocatoria e troppo spesso povera, oscura e talvolta indecifrabile. Nonostante i limiti della sua lirica piuttosto povera, l'Ermetismo si rivela particolarmente importante per aver permesso alla letteratura italiana di entrare in contatto con quell'europea, rendendosi testimone della crisi spirituale scaturita dalla guerra.


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Per quello che riguarda i contenuti, esso rifiuta la concezione della poesia per celebrare ideali esemplari come la religione, la virtù, la patria o la storia, perseguendo un unico ideale: quello della "poesia pura", libera da qualsiasi forma metrica o retorica e soprattutto priva d'ogni finalità pratica o narrativa. Il motivo centrale di questa nuova concezione poetica è sicuramente il senso della "solitudine disperata dell'uomo moderno", il quale, perduta la fede negli antichi valori, non ha più alcuna certezza cui ancorarsi, travolto da un mondo sconvolto dalle guerre, stravolto da ideologie dittatoriali. Da ciò deriva la visione sfiduciata e desolata della vita, priva d'illusioni,

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che caratterizza la poetica d'Ungaretti (che si sente in esilio in mezzo agli uomini) o di M. (che rintraccia negli aspetti quotidiani della realtà il vero e proprio "male di vivere"). Ad aggravare questo senso di solitudine e di mistero concorrono altri elementi altrettanto importanti nella caratterizzazione della lirica ermetica, quali: l'incomunicabilità come incapacità o impossibilità di un colloquio aperto e fiducioso con gli altri; l'alienazione, cioè la coscienza di essere strumentalizzati e ridotti ad un ingranaggio nella civiltà di massa; la frustrazione, ossia il prendere coscienza del contrasto tra la vita ideale e una realtà quotidiana troppo spesso deludente. Per esprimere temi così desolanti, i poeti ermetici ricercano nuove forme d'espressione che rispecchiano più adeguatamente il loro stato d'animo, attraverso parole scarne ed essenziali, che esprimano la condizione di chi si ripiega disperatamente su se stesso, scoprendo la propria miseria e la sua angoscia esistenziale. Caratteristica della poesia ermetica è pertanto l'utilizzo di due figure retoriche come l'analogia, ossia l'accostamento di due immagini o situazioni lontani da loro ma accomunati da un rapporto di somiglianza, e la sinestesia, in altre parole l'accostamento di sensazioni diverse avvertite simultaneamente.

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