I poeti crepuscolari italiani e caratteri generali del Crepuscolarismo

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il termine crepuscolare fu usato per la prima volta dal critico Giuseppe Antonio Borgese, con il quale voleva indicare quei poeti che avevano certi elementi in comune, al fine di conferirgli una collocazione storica: la modestia dei temi il tono sommesso. I poeti crepuscolari italianai e caratteri generali del Crepuscolarismo (3 pagine formato doc)

CREPUSCOLARISMO: CARATTERI GENERALI

Il crepuscolarismo, caratteri generali - Il termine crepuscolare fu usato per la prima volta dal critico Giuseppe Antonio Borgese, con il quale voleva indicare quei poeti che avevano certi elementi in comune, al fine di conferirgli una collocazione storica: la modestia dei temi il tono sommesso e prosastico della lingua e dello stile; lì definì “poeti crepuscolari”.

Essi infatti gli apparvero come l’estremo momento, il “crepuscolo” della poesia moderna italiana, la quale sembrava spegnersi “in un mite e lunghissimo crepuscolo”.
Successivamente tale termine fu usato per definire un gruppo di poeti fioriti nel primo quindicennio del ‘900, che, senza costituire una vera e propria scuola, crearono una particolare poesia dai colori spenti (simili a quelli della penombra crepuscolare), caratterizzata da uno stato d’animo ombroso (umbratile) ed estenuato, da una tematica modesta, da uno stile volutamente trasandato e prosastico.

Crepuscolarismo: significato


POETI CREPUSCOLARI ITALIANI

Con i crepuscolari incomincia la nuova poesia del ‘900, essi si pongono (insieme ai futuristi) in piena rottura con la tradizione e, investiti dalla complessa spiritualità del Decadentismo, operano nella poesia un profondo cambiamento di contenuto e di forme.
La poesia crepuscolare è una delle manifestazioni in Italia del Decadentismo.

La crisi di tutti i grandi ideali ottocenteschi e l’incapacità di sostituirli con altri per il diffuso scetticismo, generarono un senso di aridità spirituale, di sfiducia, di stanchezza e di angoscia esistenziale. È questo il motivo di fondo del Decadentismo e lo ritroviamo vissuto in modo diverso nei crepuscolari, nei futuristi e negli altri movimenti di avanguardia del nuovo secolo.
Mentre i poeti crepuscolari cercano di superare l’angoscia esistenziale con l’attaccamento alle piccole cose, perché sono le sole che danno loro il senso della concretezza e col vagheggiamento di una vita modesta, semplice, provinciale, lontana dal frastuono della modernità. I futuristi, al contrario dei crepuscolari, reagiranno con l’attivismo vitalistico, l’amore del pericolo, il culto della forza e dell’audacia.

Crepuscolarismo: riassunto


CREPUSCOLARISMO LETTERATURA ITALIANA

La poetica, i motivi e le forme - La poetica dei crepuscolari esprime la crisi della civiltà romantica e positivistica, che determinò l’abbandono della poesia civile, patriottica e morale. La poesia cessa di essere di tipo dantesco, ossia uno strumento di educazione e di esortazione come era diventata durante l’800, e torna ad essere di tipo petrarchesco, un mezzo di confessione e di analisi del proprio mondo interiore. Il poeta crepuscolare ha un senso della vita così stanco e sfiduciato che non ha ideali da proporre né miti da celebrare, perché non ha più fede in nulla; perciò rinuncia ad ogni impegno, civile, politico e sociale. Il poeta crepuscolare arriva anche a vergognarsi di essere poeta.
Muta la figura del poeta, che da vate (Pascoli) o eroe (D’Annunzio) diviene cantore della propria pena. Cambia perciò anche la poetica, si passa a una concezione della poesia come specchio dell’umile realtà quotidiana.