Poetica di D'Annunzio e tematiche

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Approfondimento sulla poetica di D'Annunzio, dal Piacere all'Alcyone (7 pagine formato doc)

POETICA DI D'ANNUNZIO E TEMATICHE

La poetica di D'Annunzio.

Nella vastissima produzione dannunziana non è facile isolare un testo in cui l'autore affronti in modo sistematico la definizione della sua poetica: innanzi tutto D'Annunzio attraversa varie fasi e subisce molteplici influenze, rivelando un notevole eclettismo e una straordinaria capacità di assimilazione; in secondo luogo in quasi tutte le sue opere, in prosa o in versi che siano, si possono individuare dichiarazioni significative. Per questo motivo appare più opportuno segnalare interventi forse meno conosciuti ma sicuramente interessanti perché esplicitano in maniera chiara gli orientamenti e le scelte dell'autore.

D'Annunzio: poetica e opere


POETICA DI D'ANNUNZIO SEMPLICE

1) Intervista al "Mattino" del dicembre 1892.
D'Annunzio individua le due correnti spirituali che interessano la vita europea e influenzano gli spiriti più complessi e inquieti: a) il pessimismo occidentale (Schopenhauer); b) la morale evangelica degli slavi (Tolstoj, Dostoevskij).

Il contatto e la comunione con queste correnti ha arricchito il contenuto ma non la forma, per la quale è necessaria un'inclinazione poetica.
2) Una serie di articoli su Zola pubblicati nel 1893.
D'Annunzio constata che l'autore francese, contro tutte le sue professioni di scienza sperimentale e la sua austerità di osservatore esatto e di rappresentatore coscienzioso, si lascia anche troppo spesso attrarre dalle "ombre fluttuanti nella selva dei sogni, dei simboli, dei misteri"; egli, come i poeti, ha un bisogno istintivo di trascendere i confini della realtà presente. Secondo D'Annunzio lo stesso Zola riconosce la necessità di un superamento del naturalismo: Le docteur Pascal riassume e chiude la serie di romanzi naturalisti, ma dimostra anche chiaramente la fallacia del metodo adoperato. D'Annunzio conclude la sua analisi affermando che nell'esplorazione del mondo l'arte deve andare davanti alla scienza e proporre a questa ipotesi, fornire indizi di verità ancora nascoste, presentare documenti rivelatori. Così come è, l'opera di Zola non ha e non può avere nessun valore scientifico, non porta nessun contributo alla biologia moderna e appare deformata da una vana ed intermittente preoccupazione di artista.

D'Annunzio: poetica e pensiero


D'ANNUNZIO POETICA SUPERUOMO

3) Intervista concessa a Ugo Ojetti nel gennaio del 1895.
D'Annunzio affronta alcuni temi adatti a segnare le linee essenziali della sua poetica e rivelatori del suo atteggiamento nei confronti dell'arte assai vicino alla sensibilità decadente. Egli esprime innanzi tutto un vero e proprio culto per la parola: una letteratura non può essere fatta se non da letterati, da artefici che abbiano assoluta padronanza del loro strumento d'arte, cioè della lingua; i caratteri essenziali della grande prosa moderna sono costituiti dalla ricchezza del vocabolario. Una volta divenuto padrone dell'elemento materiale, lo scrittore dovrà formarsi lo stile, tenendo presente che ogni coordinazione di parole ha di per sé il valore di un organismo vitale e l'aggregato di una moltitudine di uesti organismi forma un organismo di ordine superiore, ugualmente vitale.