Poetica di Verga, Saba, Pascoli e Ungaretti

Appunto inviato da meremarsh
/5

Appunti sulla poetica di Verga, Saba, Pascoli e Ungaretti con breve analisi di alcuni brani tratti dalle loro raccolte più famose. (14 pagine formato doc)

VERGA, PENSIERO E POETICA

Verga, da Vita dei Campi → Fantasticheria

Contiene esplicite dichiarazioni di poetica: vuole sottolineare →
1.    l’ineluttabilità delle leggi economiche
2.    la deterministica inutilità di ogni ribellione
3.    l’impossibilità di qualunque riscatto per gli umili.


I poveri abitanti di Aci Trezza non hanno altra scelta se non quella di restare saldamente aggrappati ai valori del lavoro e della famiglia, come un’ostrica rimane attaccata allo scoglio → Ideale dell’Ostrica.

POETICA DI VERGA IN SINTESI


La novella inizia con il ricordo di un immaginario dialogo tra la voce narrante e una donna che ha con lui in comune il soggiorno ad Aci Trezza.

Ripercorre tutte le situazioni critiche degli abitanti del villaggio, partendo raccontando le vicende dei pescatori con tono distaccato e ironico. Passa poi ad una caricatura della pretesa scientifica del positivismo e all’annuncio di voler scrivere le sorti degli abitanti (→ cosa che poi farà ne I Malavoglia). Infine espone l’Ideale dell’ostrica come “coraggiosa rassegnazione ad una vita di stenti”, è una “religione della famiglia”. Verga inoltre afferma che l’intenzione del romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga è proprio quella di decifrare “il dramma modesto e ignoto” di questi “attori plebei”. Il tentativo di questi piccoli va male, perché il mondo se li mangia. Non c’è alcuna possibilità di miglioramento, l’ostrica devo soltanto rimanere tale.

I Malavoglia: scheda del libro